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Sarri: “Per la Champions servono determinazione e leggerezza”

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Sarri: “Per la Champions servono determinazione e leggerezza”

17 Settembre 2019 Sarri dixit 0

La conferenza stampa di Maurizio Sarri pre Atletico Madrid-Juventus, 17.09.2019

Foto: @juventusfc su Twitter

Sarri: “Pjanic è a disposizione. Lo staff medico ce lo ha messo a disposizione, i controlli hanno appurato che non aveva nessuna lesione dal punto di vista muscolare. Il ragazzo ha fatto regolarmente allenamento in maniera totale con il gruppo, è uno dei giocatori a disposizione per domani, poi valuteremo domani se è il caso di farlo iniziare o è il caso di tenerlo per le sostituzioni. Ma è a completa disposizione”.

“Non vorrei che Khedira e Matuidi fossero sottovalutati: Khedira è un giocatore globale, che può inserirsi, che sa difendere, è un giocatore che può palleggiare. La storia di Matuidi, che è campione del mondo in carica, ci parla di un grande giocatore. Poi abbiamo giocatori subito dietro che forse dal punto di vista del palleggio ci possono dare qualcosa in più, però bisogna aspettare in questo momento che questi giocatori siano prontissimi perché hanno una storia un po’ particolare negli ultimi mesi. Lo stesso Khedira ce l’ha, Khedira ha fatto 90 minuti sabato per la prima volta negli ultimi 8 mesi. Abbiamo Ramsey che l’ultima partita l’ha fatta a marzo, e abbiamo Rabiot che è un altro giocatore molto forte tecnicamente che nel 2019 non ha mai giocato per 90 minuti. Sono da rimettere nelle condizioni ideali per darci il loro contributo, da non mettere in difficoltà in certi momenti. Li sto vedendo salire molto in allenamento, quindi diciamo che a centrocampo abbiamo sia la spada che il fioretto: un giocatore con caratteristiche più fisiche, un corridore, un giocatore con caratteristiche tecniche. Possiamo sparare di tutto”.

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“Per me non c’è il rischio di troppe aspettative: noi non sentiamo questo peso sulle spalle, siamo la Juventus. Ogni volta che andiamo in campo per una manifestazione l’obiettivo è vincere. Però sappiamo benissimo che poi ci sono delle manifestazioni in cui l’obiettivo di vincere vale per 10-12 squadre, che sono attrezzate come noi, sono forti come noi sotto tutti i punti di vista. In questo momento il calcio italiano… è un momento storico che non è quello che consente di essere additati come favoriti in questo tipo di manifestazione, ci sono realtà purtroppo molto più importanti di noi. È un primato che abbiamo perso negli ultimi 20 anni purtroppo, penso anche per colpe nostre addetti ai lavori, come allenatori, come giocatori, come presidenti, come dirigenti, come giornalisti, come tutto il complesso che gira attorno al calcio. Quindi io penso che dobbiamo affrontare queste partite con un livello di determinazione eccezionale ma anche con un livello di leggerezza, perché bisogna provare anche a divertirsi in campo senza essere assillati da una fobia che non è logica e quindi non ci deve interessare più di tanto. Sempre con la premessa che l’obiettivo quando si va in campo per una manifestazione deve essere quello di provare a vincere”.

“Ormai il calcio è uguale a tutte le latitudini, non penso ci sia una differenza atroce tra giocare in Europa e giocare in Italia o giocare in Inghilterra. Sicuramente in giro per l’Europa ci sono mentalità un po’ diverse dalle nostre: da noi un gol preso è un dramma settimanale, in altri campionati si batte al centro con l’idea di pareggiare dopo pochi minuti. C’è una leggerezza che forse nel nostro calcio non c’è, però poi dal punto di vista tattico vedo che tutti i campionati si stanno adeguando. Il nostro continua ad essere forse non più il più qualitativo d’Europa, ma continua ad essere uno dei più difficili d’Europa perché penso che soprattutto dopo un’esperienza all’estero il livello dei nostri allenatori sia elevatissimo. Però è chiaro che in un mondo come quello attuale le differenze si stanno livellando, il modo di giocare incomincia ad essere molto più simile di 10 20 anni fa”.

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“Io sinceramente non ho pensato niente circa le parole di Conte, perché non ho sentito niente. Volevo festeggiare il compleanno di mia moglie in pace, non è che mi sono messo a vedere le partite o a sentire. Non penso niente perché alla base penso che a Conte sia stato riferito qualcosa di errato perché io ho fatto un commento rispondendo a una domanda che riguardava noi: cioè qual è la differenza tra la Juventus vista con il Napoli è quella vista con la Fiorentina, perché questo passo indietro. E fra i vari motivi ho detto che c’è differenza in questo momento tra giocare alle 9 giocare alle 15, ma mi stavo riferendo a due partite nostre, quindi non ho tirato nei ballo assolutamente nessuno e se Antonio ha risposto è perché gli è stato riferito qualcosa di non completamente esatto”.

“L’Atletico Madrid è una delle squadre che può partire per vincere. Io purtroppo ho fatto l’ultima esperienza in un calcio che in questo momento è ricchissimo, e lì hanno 5 squadre dentro che possono essere 5 favorite. Quindi in questo momento storico è difficile per tutti combattere con le squadre inglesi. L’Atletico Madrid ha perso un giocatore straordinario ma ne ha preso un altro altrettanto straordinario e i giocatori determinanti cominciano ad avere l’età giusta: ho visto che Saùl nell’ultimo anno ha fatto un balzo in avanti norme e lo ritengo uno dei giocatori più forti d’Europa in questo momento, a 25 anni è pronto per fare la differenza anche a questi livelli. Hanno giocatori di grandissimo livello, se la possono giocare con tutti in partita unica, possono vincere con tutti. Purtroppo questa è una manifestazione in cui oltre alla forza mentale e alla forza tecnica, alla forza tattica, occorre anche un pizzico di fortuna. Poi andare fino alla fine è difficile per tutti”.

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