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Sarri: “Il Brescia è una squadra estremamente pericolosa”

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Sarri: “Il Brescia è una squadra estremamente pericolosa”

23 Settembre 2019 Sarri dixit 0

La conferenza stampa di Maurizio Sarri pre Brescia-Juventus, 23.09.2019

Foto: @juventusfc su Twitter

Sarri: “Domani non sarà ripristinata la situazione precedente alla partita col Verona, voglio raccogliere tutti i dati dai preparatori e dai medici e vedere la situazione in maniera più razionale. È inutile andare a cercare delle problematiche a livello di infortuni in questo momento. In un momento come questo avere continuità per noi è importante, però ci sono tanti altri fattori importanti. Ieri la squadra ha fatto un defaticante e 7-8 che avevano giocato meno o non avevano giocato si sono allenati. Un minimo di valutazione va fatto oggi”.

“L’impressione che fa il Brescia è buona: è una squadra che si vede chiaramente che ha tanto lavoro dietro, squadra organizzata, che riesce ad esprimere un calcio anche piacevole, una squadra pericolosa in questo momento. È una neopromossa che sta facendo bene, ha entusiasmo e organizzazione, squadra estremamente pericolosa. L’esordio di Balotelli può dare un’ulteriore botta di entusiasmo alla squadra e all’ambiente. È una partita insidiosa. In questo momento della stagione affrontare queste squadre, che mi sembrano anche quasi tutte in grande salute fisica, è pericoloso per noi e per tutti”.

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“Per quanto riguarda chi riposa, voglio vedere le condizioni attuali, i numeri che hanno attualmente. Ronaldo ieri aveva un piccolo affaticamento all’adduttore ma è anche abbastanza normale dopo 3 partite in 7 giorni. Vediamo oggi che tipo di situazione c’è, che numeri hanno anche a livello medico e se è indispensabile il riposo o meno per uno tra Ronaldo, Bonucci e Matuidi”.

“Il processo di apprendimento è reciproco: io devo capire bene quello che posso fare per la squadra e la squadra deve capire bene quello che voglio vedere io. È una squadra in evoluzione, bisogna trovare gli equilibri giusti tra le caratteristiche dei giocatori e ci stiamo lavorando sopra. Io spero succeda prima, ma come ho sempre detto l’adattamento di una squadra ai principi dell’allenatore è sempre molto soggettivo”.

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“Sui calci di punizione come sempre in queste situazioni ci sono delle opzioni, un paio di soluzioni per ogni situazione: le punizione di destra vanno a Pjanic e Ronaldo, di sinistra dipende da chi c’è in campo, Bernardeschi o Dybala. Per i rigori solitamente si dànno un paio di indicazioni, la principale è l’alternativa, come è normale che sia. Ci sono dei momenti particolari nell’arco di una partita in cui il prescelto per quella situazione può essere in un momento in cui non è in condizioni o fisica o mentale per andare a quella soluzione, è giusto che si vada ad un’opzione”.

“Higuain per fortuna non ha frattura del setto nasale quindi dovrebbe essere a disposizione, oggi vediamo la reazione in allenamento però penso sia a disposizione. La grande difficoltà che ha avuto durante la partita, diceva Higuain, è stato il tamponamento che gli hanno fatto al naso per il grande sanguinamento che gli impediva di respirare, però è stata scongiurata l’ipotesi della frattura del setto”.

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“Ci sono momenti e momenti nell’arco di una stagione: nella fase di costruzione è diventato importantissimo per noi Matuidi per motivi tattici, l’altro giocatore importante stava diventando Douglas Costa, peccato per l’infortunio. Mentalmente un giocatore che a noi sta mancando tanto è Chiellini, però ti dico anche per esperienza che durante la stagione ci sono momenti in cui il giocatore indispensabile diventa un altro”.

“Il mondo Juve non ha nulla di particolare, di differente da altri tipi di realtà. Questi mondi sono fatti da persone, non c’è un diktat dal cielo. Con queste persone mi trovo benissimo, non ci trovo niente di particolare. La necessità di fare risultati c’è anche in altri ambienti, non è che al Chelsea non ti viene chiesto di fare risultato, non c’è tanto di diverso. Qui c’è un ottimo livello di organizzazione, ci sono persone con le quali mi trovo bene. L’adattamento al mondo Juve per me è molto semplice, poi c’è l’aspetto tecnico che uno piano piano deve imparare le caratteristiche tecniche, tattiche e mentali di tutti i giocatori a disposizione e tutti hanno caratteristiche palesi ma anche caratteristiche riconoscibili solo quando ci lavori giorno dopo giorno assieme e non vedendo 3, 4, 5 o 10 partite. Quello è il tipo di adattamento: mettere nelle condizioni poi i giocatori di esprimersi al meglio, nello stesso tempo mantenere un equilibrio di squadra. Sono tentativi e su questo poi bisogna innescare un modo di giocare e un modo di pensare. Per cui c’è bisogno di tempo, non è un videogioco che passi la palla a quello e quello te la ripassa: un modo di giocare è un modo di pensare, per innescare modo di pensare ci vuole un po’ di tempo”.

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“Non ho visto praticamente niente delle altre partite, ho visto solo le squadre contro cui abbiamo giocato e ho studiato queste squadre. Ieri sera sono stato a vedere il Brescia fino alle 10/10:30, non mi sono messo a guardare partite che in questo momento non sono direttamente collegate a noi. Non ho un quadro della situazione generale in questo momento. Che genericamente il campionato quest’anno fosse più difficile rispetto agli altri anni era un’opinione piuttosto condivisa da tutti e penso che sarà così”.

“Sulla condizione del calcio italiano bisogna aspettare perché solitamente nelle prime 7-8 partite di campionato tutte le squadre cercano di proporre il calcio, dopo la situazione cambia ma era così anche qualche anno fa. Vediamo se questa tendenza a giocare di più da parte di tutti sarà duratura, di solito dopo una decina di partite gli atteggiamenti cominciano a cambiare”.

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