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Sarri: "Abbiamo giocato con poca applicazione tattica"

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Sarri: "Abbiamo giocato con poca applicazione tattica"

1 Dicembre 2019 Sarri dixit 0

La conferenza stampa di Maurizio Sarri post Juventus-Sassuolo 2-2, 01.12.2019

Foto: @juventustv su Twitter

Sarri: “Il primo tempo lo abbiamo fatto con problemi notevoli. Primo tempo con poca applicazione dal punto di vista tattico e questo ci comportava di soffrire il palleggio, ci comportava che su ogni palla persa eravamo lunghi, eravamo larghi, eravamo aperti, non davamo mai la sensazione di poter riconquistare in pochi secondi una palla persa. Era un problema enorme, una squadra che in quel momento aveva poca applicazione dal punto di vista tattico e la sensazione è che avesse anche poche energie mentali e nervose. La squadra si è svegliata solo dopo il gol dello svantaggio e lì ha avuto una reazione forte, siamo riusciti a prendere in mano la partita e creare anche le 6-7 palle gol per poter andare a vincerla. Perché poi alla fine nel secondo tempo abbiamo sbagliato anche gol apparentemente semplici. Se alla fine regali 50 minuti agli avversari può succedere di non vincere. Con un minimo di applicazione tattica in più, un minimo di attenzione in più, questa è una partita che se la porti al sessantesimo in equilibrio la vinci. Abbiamo avuto questa responsabilità. Non è facile dopo la Champions, dopo una partita dura come quella di Bergamo, ritrovare le energie nervose più che quelle fisiche, perché io ritengo che il recupero dal punto di vista fisico poi sia molto più semplice del recupero delle energie mentali e nervose. Non dovrebbe mai succedere, ma quando succede ci vuole l’intelligenza di gestire in maniera migliore la partita. È stata una partita che con un buon livello di attenzione e di applicazione dal punto di vista tattico la tieni in equilibrio e nel finale la vinci. La nostra responsabilità è questa”.

“Quando si parla di energie nervose si parla anche di capacità di concentrazione con continuità. Quello rientra nelle energie mentali e nelle energie nervose. Se in un’azione facciamo tre errori consecutivi, vuol dire che qualcosa in quel momento ci sta mancando”.

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“Il problema di gioco nella fase di impostazione ci è venuto fuori nel primo tempo, ma perché noi con le posizioni che abbiamo incominciato a prendere in campo abbiamo evidenziato ed esaltato ogni palla persa. Non eravamo mai nelle condizioni di poterla riaggredire, eravamo sempre aperti, ogni palla persa era un contropiede e questo ti dà una sensazione più evidente rispetto a un errore tecnico in cui perdi una palla che riaggredisci subito e riconquisti in 3 secondi. A livello di gioco poi la squadra nel secondo tempo ha fatto 20 tiri in porta, ha creato 6-7 palle gol a livello anche abbastanza pulito ed evidente. Nella fase di impostazione secondo me abbiamo commesso degli errori che sono stati esaltati dagli errori tattici oltre che tecnici”.

“Io ho visto Ronaldo più vivo nei 30 minuti finali della partita che nella parte iniziale della partita. Questo mi conferma quello di cui abbiamo parlato nelle conferenze scorse: che lui sta andando a posto dal punto di vista della resistenza e della tenuta e che in questo momento dobbiamo lavorare bene dal punto di vista della brillantezza e dell’esplosività per tornare ai massimi livelli”.

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“Davanti abbiamo fatto 27 tiri e abbiamo fatto due gol solamente, a centrocampo abbiamo perso palloni banali, dietro abbiamo fatto tre cazzate nella stessa azione: quindi non mi sembra che ci sia un reparto che può essere immune da responsabilità. Vuol dire che abbiamo sbagliato 50 minuti di partita a livello di squadra. È inutile stare a parlare di un reparto o di un altro. Poi secondo me abbiamo fatto un bel tratto di partita perché in 40 minuti abbiamo costruito tantissimo, abbiamo sprecato purtroppo tantissimo sotto porta. Quindi vuol dire che la reazione c’è stata, però se dovessi trovare una grande differenza tra la partita vinta col Genoa e questa io non la saprei trovare. Mi sono sembrate due partite simili: nell’altra siamo stati più applicati dal punto di vista tattico, dal punto di vista difensivo e ne vieni a capo meglio, qui siamo andati addirittura sotto per una serie di errori e quindi è più difficile venirne a capo. Il post Champions dobbiamo metterlo a posto e non è semplice, perché questa è una squadra che ha vinto per tanti anni quindi può avere meno motivazioni nelle partite di campionato rispetto alle partite di Champions. Però è un aspetto che dobbiamo mettere a posto”.

“Può succedere a livello inconscio però alla fine corrisponde ai nostri fabbisogni, nel senso che se io sento il bisogno forte di un obiettivo il mio livello inconscio sicuramente avrà grandi motivazioni, se io lo sento meno avrà meno motivazioni. Quindi è chiaro che questa squadra avendo vinto tanto in Italia può inconsciamente avere qualche motivazione in meno quando gioca le partite di campionato rispetto alle partite di coppa e può inconsciamente spendere tante energie nervose in coppa che poi le paga un po’ in campionato. È un aspetto da cercare di registrare e di mettere a posto perché io la penso come il nostro presidente: il campionato è la manifestazione più lunga di tutta la stagione e secondo me una squadra va giudicata sulla manifestazione più lunga e non su dei tornei”.

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“Ho tolto Higuain principalmente per togliere meglio palla al Sassuolo, perché finché la nostra reazione è stata molto violenta e loro erano costretti in area di rigore non c’era nessun tipo di problematica, nel momento in cui loro hanno ritrovato un pizzico di lucidità per ricominciare a palleggiare si è visto che quella soluzione ci poteva creare delle problematiche. E quindi tanto valeva cercare di rimpossessarsi della partita in mezzo al campo e spostare Dybala più vicino alla porta”.

“Speriamo nelle prossime 24 partite, non mi sembrano poche. Quindi le occasioni ci dovrebbero essere. A questo punto della stagione se ci dobbiamo preoccupare di un punto più o un punto meno sarebbe preoccupante per la nostra mentalità: se stai a preoccuparti del punto più o punto meno ora, arrivi a marzo che ti portano da uno psichiatra sicuramente. Questo lascia il tempo che trova. Noi ci dobbiamo preoccupare se non vinciamo le partite per noi, non per una classifica a 7 mesi dalla fine della stagione. Questo non ci interessa, dobbiamo valutare bene insieme ai ragazzi gli aspetti di cui abbiamo parlato prima, se inconsciamente in campionato ci manca qualcosa a livello motivazionale. Dopo una partita così il livello di nervosismo è elevato da parte di tutti chiaramente, quindi è meglio sbollire e parlare a bocce ferme”.

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