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Sarri: “Abbiamo fatto 65 minuti di buon calcio”

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Sarri: “Abbiamo fatto 65 minuti di buon calcio”

13 Gennaio 2020 Sarri dixit 0

La conferenza stampa di Maurizio Sarri post Roma-Juventus 1-2, 12.01.2020

Foto: @juventusfc su Twitter

Sarri: “Una squadra che fa 48 punti in un girone un con una proiezione di 96 penso che non dia interrogativi, anzi ci dà speranza il fatto che abbiamo fatto 48 punti con la sensazione che possiamo migliorare ancora. Non mi lascio influenzare dagli ultimi 20 minuti di partita perché abbiamo fatto 65 minuti di buon calcio. Venire qui e vincere senza sofferenza penso non ci sia riuscito nessuno. Abbiamo fatto l’errore di voler gestire la palla dentro la nostra metà campo anziché andare velocemente nella metà campo opposta e palleggiare. Questo è stato un errore perché ogni palla persa poteva essere un pericolo e ho la netta sensazione che se eravamo un attimino più lucidi il loro attacco in pieno organico ci stava concedendo spazio enormi che ci poteva portare a risolvere la partita, non voglio dire con facilità ma ci poteva portare ad occasioni numerose per risolvere la partita, invece ne abbiamo avute due o tre, anche tre contro uno a un certo punto, e l’abbiamo sprecata. Sono tre punti importanti in un campo difficile contro una squadra forte con caratteristiche anche per noi pericolose, perché la Roma è una squadra che ha grande gamba, grande accelerazione e la unisce anche a buona tecnica. È una squadra che può spaccarsi in due ma può far allungare anche gli avversari. Può spaccare la partita in due e dentro gli spazi può diventare estremamente pericolosa. Sotto certi punti di vista siamo stati bravi, perché è vero che abbiamo difeso bassi ma senza concedere tantissimo. Difendendo così bassi poi qualsiasi palla in area può essere anche pericolosa, ma alla fine non abbiamo concesso tantissimo. Potevamo fare meglio nel riproporsi con più continuità negli spazi che ci venivano concessi”.

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“Per difendere più alti c’è il presupposto di tenere la palla costantemente coperta, cosa che nel secondo tempo non abbiamo fatto, perlomeno gli ultimi 25-30 minuti. Tanto che siamo stati costretti a cambiare modulo, perché tanto ormai la pressione per vie centrali non era più di grande livello e allora tanto valeva andare a difendere l’ampiezza, perché loro sulla ampiezza sono anche piuttosto bravi. Abbiamo preferito cambiare modulo e andare a difenderci in ampiezza. Ma è stato solo un adeguamento della panchina a quello che era l’atteggiamento della squadra. Per difendersi alti c’è un solo modo, sennò è un suicidio: coprire la palla, sennò diventa un suicidio”.

“Ci sono dei numeri che rispetto alla Juventus dell’anno scorso sono talmente cambiati che devo dire: sì, mi sento pienamente Sarri alla Juventus. Poi c’è da rispettare le caratteristiche dei giocatori, perché o faccio l’allenatore di me stesso e me ne infischio delle caratteristiche dei giocatori, o devo guardare le caratteristiche dei giocatori. Questa è una squadra non particolarmente brillante per caratteristiche fisiche, non hanno le caratteristiche dei giocatori che avevo a Napoli per quanto riguarda il parcheggio nello stretto, è una squadra fortissima sotto altri punti di vista perché se qui con il Napoli avessimo difeso negli ultimi 20 metri come gli ultimi 25 minuti avremmo perso sicuramente. Questi giocatori hanno altre qualità e se io tentassi di replicare quello che ho fatto in altre squadre starei allenando me stesso ma non la squadra”.

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“I margini di crescita di questa squadra stanno nel fatto che noi abbiamo le qualità per una partita di questo tipo per continuare a giocare anche nel secondo tempo come nel primo tempo. La sensazione della panchina era che noi stavamo gestendo la palla dentro la nostra metà campo per gestire tempo il risultato. Se vogliamo gestire il risultato facciamolo nella metà campo opposta. Poi a me gestire un risultato con mezz’ora da giocare non piace molto, contro squadre che hanno questa forza offensiva come la Roma è sempre estremamente rischioso. Quello che mi sarebbe piaciuto sarebbe stato vedere 90 minuti come i primi 60, con la squadra che si proponeva continuamente, giocava a calcio e palleggiava fino al limite dell’area avversaria. Invece abbiamo cominciato a palleggiare dentro la nostra metà campo e poi a cercare le punte da lontano. Quindi o partiva un’iniziativa isolata o ci ritrovavamo gli avversari in casa dopo 3 secondi. In questo possiamo sicuramente migliorare e parecchio: nel creare una mentalità per cui andiamo fino alla fine a giocare e a cercare di arrotondare il risultato. È chiaro che giocando contro la Roma può partire anche un contropiede viste le loro caratteristiche e ti fanno del male, ma se proprio devo prendere un gol preferisco prenderlo in contropiede e non con una mischia in area di rigore all’ultimo minuto”.

“Non so se la Juve mi ha cambiato, mia moglie mi dice che sono sempre la stessa testa di cazzo di prima… Mi sono già toccato ampiamente sotto per aver vinto campione d’inverno, perché io ho fatto campione d’inverno due volte con il Napoli senza mai vincere lo scudetto. Però preferisco averlo vinto perché sono arrivato alla conclusione che le statistiche lasciano il tempo che trovano, si basano solo sul passato quindi non credo molto nel fatto che puoi andare a vincere perché il 63% delle volte precedenti è stato vinto… È un titolo che non esiste e quindi non ci interessa neanche più di tanto, è giusto per fare un minimo di bilancio alla fine di un girone. Abbiamo fatto 48 punti, la proiezione è 96. Per aver cercato cercato di cambiare il modo di giocare e di allenarsi e anche per le problematiche che abbiamo avuto a livello di infortuni, mi sembra che stiamo facendo bene a livello di risultati, benissimo. Poi aspetto che mi rende ancora più positivo è che ho la sensazione che possiamo ancora migliorare”.

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“Prima di tutto voglio fare un in bocca al lupo a Zaniolo perché mi hanno detto che l’infortunio di Zaniolo è molto serio purtroppo. Demiral ha fatto una distorsione, l’entità ancora non è nota, fino a domattina non farà gli esami strumentali e quindi non avremo delle sicurezze. La sensazione è di un infortunio serio”.

“È normale che un giocatore non esca con grande soddisfazione, un giocatore che sta facendo anche bene lo fa ancora meno. Non è che poi il giocatore va lì a valutare che stiamo cambiando atteggiamento tattico e quindi non è una bocciatura ma è qualcosa per cambiare il modo di difendere della squadra. Penso che ci siano delle grosse responsabilità da parte di tutti, anche da parte vostra, perché se ogni volta che un giocatore assume certi tipi di atteggiamenti venisse scuoiato dalla stampa probabilmente ci penserebbe due volte, invece spesso gli date anche ragione. Però va tenuto conto di tutto: io un giocatore contento di uscire l’ho visto raramente, l’ho visto solamente sul 3 a 0 all’ottantanovesimo perché aveva fatto tre gol, sennò solitamente escono abbastanza scocciati”.

“De Sciglio era in panchina ma ieri ha avuto un piccolo indurimento all’adduttore e quindi secondo il medico era a rischio se entrava in campo. E quindi abbiamo preferito assolutamente non farlo entrare. L’altra soluzione era Douglas Costa ma anche Dougy ieri era un po’ affaticato sui flessori, anche se secondo lo staff medico il rischio era inferiore rispetto a quello di De Sciglio. Ho visto che eravamo ancora in vantaggio e ho preferito non rischiarlo nella maniera più assoluta”.

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