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Sarri: “Abbiamo fatto una partita blanda”

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Sarri: “Abbiamo fatto una partita blanda”

27 Gennaio 2020 Sarri dixit 0

La conferenza stampa di Maurizio Sarri post Napoli-Juventus 2-1, 26.01.2020

Foto: @juventusfc su Twitter

Sarri: “È mancata energia mentale ed energia nervosa, abbiamo fatto una partita blanda dal punto di vista mentale e di conseguenza abbiamo fatto una fase difensiva sotto ritmo. Abbiamo giocato in maniera blanda, un possesso palla blando, la fase difensiva era una fase difensiva in cui eravamo sempre a metà strada. La realizzazione mentale di quello che c’era da fare era sempre in ritardo e di conseguenza anche la partenza della fase difensiva era sempre in ritardo. Partita di scarsa energia mentale, viene fuori una partita blanda sia nella fase offensiva che nella fase difensiva, in una partita che sembrava sembrava bloccata sullo 0-0 non c’è stato da parte nostra un tiro in porta. Abbiamo perso giustamente perché abbiamo fatto una brutta partita, ma contro una squadra che ha fatto anche poco per vincerla, quindi ci abbiamo messo tanto del nostro”.

“Quando la situazione è quella che abbiamo mostrato noi stasera è difficile andare a valutare un reparto o un singolo giocatore. Complessivamente la squadra ha dato la sensazione di avere mentalmente poche energie. Il rischio che la partita venga fuori così è lo stesso anche con interpreti diversi. Nel finale ho visto che noi sugli esterni non stavamo sfruttando niente, ho provato con Douglas Costa ma era difficile cambiare la partita”.

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“Veniamo da 5-6 vittorie consecutive, queste sono partite che ha penso ci sia anche poco bisogno di commentare i giocatori, penso che chi era in campo si è reso ampiamente conto della situazione. C’è da trovare grande motivazione, cosa non semplice per gente che viene da 7-8 anni di vittorie. Queste partite ci possono aiutare a farlo perché se ti accorgi che perdi per carenza emozionale, emotiva, nervosa poi sei costretto per forza di cose a reagire. La difficoltà non è nella reazione, è nel mantenere il giusto livello di applicazione, il giusto livello di mentalità per lunghi periodi di tempo. Quindi bisogna cercare di fare quello. Non credo neanche a chi dice che noi siamo entrati in campo blandi perché l’Inter è la Lazio hanno pareggiato, perché se fosse così sarebbe ancora più preoccupante: questi sono eventi che ti mettono davanti un’opportunità, la mente dell’uomo davanti all’opportunità si deve incattivire, non ammorbidire. Questo è l’aspetto un po’ più preoccupante”.

“Strutturale questa prestazione ritengo difficile valutarla. Secondo me l’aspetto principale è stato mentale e nervoso: se hai la mente che funziona al 70% invece che al 100% le tue reazioni mentali sono sempre in ritardo e anche dal punto di vista tattico rimani sempre metà strada. L’aspetto preoccupante è che avevamo prodotto un palleggio veloce negli ultimi tempi, invece stasera abbiamo tirato fuori un palleggio a 5 tocchi sotto ritmo”.

“C’erano tanti fischi perché l’affetto era tanto. Sento solo il giusto giramento di coglioni della sconfitta”.

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“Abbiamo avuto 6 rigori a favore e 6 contro perché non abbiamo più la maglia a strisce, abbiamo giocato il doppio dei palloni nell’area avversaria però il conteggio dei rigori è 6 a 6. Probabilmente è l’ora di rifare le maglie vecchia maniera. Questa Juventus per caratteristiche non può giocare come quel Napoli, è una squadra che ha altre qualità, giocatori forti, però non è una squadra brillantissima dal punto di vista fisico, giocatori rapidissimi che possano innescare delle combinazioni così in velocità. È una squadra che ha caratteristiche diverse. Se li costringessi a giocare in quel modo verrebbe fuori roba difficile per loro e per me. Si sta accompagnando le caratteristiche dei giocatori, bisogna migliorare in qualità di palleggio, però bisogna anche accompagnare loro”.

“Ho qualche responsabilità per forza e me la devo prendere perché se uno è responsabile è responsabile di tutti gli aspetti che girano intorno alla squadra. Poi ci sono compiti più semplici e compiti più difficili all’interno di questa responsabilità. Il fatto che questa è una squadra che vince a livello italiano da diversi anni inconsciamente può averli un attimino ammorbiditi, non è facile innescare certi meccanismi. Stiamo cercando di lavorarci ogni volta che parliamo con la squadra, in ogni singola riunione di tirare fuori motivazioni su motivazioni, è un compito abbastanza complesso come tutti i compiti che prevedono di entrare nella testa della gente. È difficile entrare nella testa di una persona, quando lo devi fare con 25 contemporaneamente penso sia ancora più difficile, perché poi si intrecciano gli obiettivi collettivi agli obiettivi individuali e quindi diventa tutto più complesso”.

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“Noi abbiamo lasciato a casa due o tre campioni del mondo rispetto alle assenze del Napoli. Non è un flop perché a volte le classifiche non dicono tutto: se leggi le classifiche di rendimento il Napoli è primo in possesso palla, in baricentro e in verticalizzazioni, è secondo nei tiri fatti e nelle occasioni create, terzo nelle occasioni subite. Questi sono numeri di una squadra destinata a crescere in classifica molto velocemente. La classifica del Napoli è falsata, i dati che ha il Napoli in partita lo dimostrano”.

“Ho schierato il tridente perché mi sembrava un momento in cui tutti e tre potevano andare, perché stavano in un momento abbastanza positivo tutti e tre. Mi sembrava giusto tentare questa soluzione, soluzione che poteva essere fatta oggi anche perché i centrocampisti erano in un momento nelle ultime partite in cui davano la sensazione di poter sostenere questi tre davanti. Come ho detto prima quando una partita la sbagli mentalmente non penso che poi puoi andare a ricercare i difetti nei singoli reparti o i difetti dei singoli calciatori: questa è una partita che a livello di gruppo, a livello di squadra noi abbiamo sbagliato nell’approccio, nello svolgimento. Andare a rivedere a posteriori e pensare sia colpa di questi tre non lo ritengo plausibile. Il messaggio semmai alla squadra è di fiducia, di voglia di proporsi. Invece abbiamo tirato in porta al sessantesimo, non mi sembra in linea con il messaggio”.

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