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Sarri: “Dobbiamo lavorare sui cali mentali”

il tuo dibattito su Juve e calcio

Sarri: “Dobbiamo lavorare sui cali mentali”

1 Febbraio 2020 Sarri dixit 0

La conferenza stampa di Maurizio Sarri pre Juventus-Fiorentina, 01.02.2020

Foto: @juventusfc su Twitter

Sarri: “Io delle polemiche ne so abbastanza poco. È strano strumentalizzare una frase di una ovvietà e banalità come quella che ho detto. Uno che lavora 3 anni con un gruppo rimane affezionato al gruppo nel quale ha lavorato 3 anni e rimane affezionato a dei ragazzi che poi facendo bene insieme a te ti hanno permesso di arrivare ad una squadra importantissima a livello europeo come il Chelsea e di arrivare al top dei club italiani come la Juventus. Chiaro che uno ci rimane affezionato, ma questo penso che succeda a qualsiasi persona in qualsiasi lavoro dopo che ha fatto un buon lavoro per 3 anni con altre persone. C’è la gratitudine perché da lì è partita un’escalation che ti porta alla più grande società italiana”.

“Il tifoso juventino si conquista con il risultato. I tifosi erano giustamente arrabbiati ma devono essere giustamente arrabbiati perché abbiamo fatto una brutta prestazione, abbiamo fatto un brutto risultato, e questo lo comprendo perché in questo club perdere una partita e già pesante, perdere una partita giocando la male è ancora più pesante. È giusto che siano arrabbiati per la prestazione e per risultato”.

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“Può darsi che avere subito la maggior parte dei gol quest’anno da situazione di vantaggio sia un segnale di una carenza mentale, soprattutto in una certa fase della stagione dopo il vantaggio siamo andati a calare a livello di intensità, a livello di ritmo e di aggressività. Nell’ultimo periodo sembrava una problematica un po’ superata perché la squadra ha continuato a giocare anche dopo l’1-0 e dopo il 2-0, quindi sembrava una squadra in netta evoluzione sotto questo punto di vista. Qualcosa da migliorare ce l’abbiamo ancora, sicuramente si può cercare di innescare un livello di attenzione e di applicazione superiore tramite qualche esercitazione, poi non è semplice quando si tratta di reazioni più mentali e fisiche che tattiche”.

“Non sono preoccupato dai numeri sul gol subiti rispetto alle altre stagioni. Numeri e statistiche devono andare a dare conferme a quello che vedi: non sono numeri preoccupanti perché il percorso è buono, possiamo aver fatto qualcosa di meno in campionato ma abbiamo fatto meglio in Champions rispetto all’anno scorso e abbiamo fatto meglio in Coppa Italia rispetto all’anno scorso. Il percorso a livello numerico e di risultati è buono, poi che tutti noi abbiamo la sensazione che possiamo fare anche qualcosa di meglio soprattutto a livello di continuità, quello è indubbio. Però non abbiamo dei dati preoccupati in questo momento. Abbiamo solo delle partite che sono preoccupanti: non so se casualmente o no tutte e due sono arrivate alla fine di un ciclo, l’ultima partita di dicembre e l’ultima di gennaio, la sesta di dicembre e la sesta di gennaio. Questo va preso con il beneficio dell’inventario perché per diventare un problema reale si deve ripetere con più continuità, però lo cominciamo a monitorare”.

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“La Fiorentina difende con una densità non comune, difende con applicazione e aggressività non comuni in questo momento della stagione. Soffoca tutti gli spazi agli avversari con questa fase difensiva piuttosto bassa e ha giocatori di buona accelerazione, di buona gamba per le ripartenze. Squadra pericolosa, i risultati delle ultime 4-5 partite lo stanno dimostrando. Dal punto di vista offensivo la qualità migliore è la capacità di muovere la palla velocemente perché altrimenti si rischia di trovare traffico, dal punto di vista difensivo la capacità di non perdere posizioni, avere pazienza e livello di attenzione per non perdere posizioni, per trovare continuità offensiva e per cercare di limitare sul nascere i tentativi di ripartenze degli avversari”.

“Khedira ha avuto 3-4 giorni di influenza quindi non era in campo. Sta procedendo la fase di riatletizzazione ma non è ancora aggregato al resto del gruppo. I tempi in questo momento non sono facilmente valutabili: secondo lo staff medico non è un percorso ancora lungo, però poi valutare i giorni in questo momento è un po’ presto”.

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“Mi piacerebbe vincere qualcosa alla Juventus, mi piacerebbe essere ricordato per qualche vittoria, anche se poi alla Juve non è facile neanche essere ricordati per qualche vittoria perché è una società talmente abituata alle vittorie che è difficile anche essere ricordati per qualche vittoria. Intanto mi piacerebbe veramente cominciare a vincere qualcosa di importante”.

“Sono partite che dal punto di vista tattico non possono fare testo per quanto riguarda il tridente: quando arrivi a una partita scarico mentalmente, con poche energie nervose come a Napoli, va ad influire su tutto, non puoi prendere come punto di riferimento una partita in cui hai la consapevolezza che ci sei arrivato senza energie mentali e senza energie nervose. È difficile valutare, senza energie mentali e nervose la prestazione fisica decade, la prestazione tattica decade, perché l’applicazione, l’attenzione, rimanere corti e seguire la palla sempre e comunque è un attimino in ritardo. La squadra si allunga, a livello di fase offensiva comincia a giocare a 5 tocchi perché la mente non è brillante, diventa tutto diverso rispetto a quello che vorresti vedere. Sono partite che non vanno prese in considerazione dal punto di vista tattico, va preso in considerazione il perché in certe partite arriviamo scarichi. Le conseguenze vengono su tutti gli aspetti. Noi con la Roma abbiamo fatto la migliore prestazione fisica della stagione in Coppa Italia, sia per quantità di corsa sia per qualità di corsa. Dopo 4 giorni abbiamo fatto una prestazione nettamente inferiore. La condizione fisica di un uomo non può cambiare in 4 giorni, la stanchezza non può essere un alibi perché 4 giorni sono sufficienti per recuperare e in più abbiamo fatto 5-6 cambi. Quindi vuol dire che è una condizione mentale non ottimale che va a influire su tutto. Quando facciamo delle partite di grande carica ed energia mentale e nervosa possiamo prendere in considerazione tutti gli altri aspetti, se partiamo da una condizione mentale scarica gli altri aspetti sono poco considerabili”.

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“Pjanic aveva solo una grossa contusione. Ha approfittato per fare anche delle cure per un piccolo problemino che aveva prima. Da un paio di giorni è aggregato alla squadra e sta facendo tutto con noi, quindi è disponibile”

“Non so se domani gioca Buffon, so per certo che da qui alla fine una partita per battere il record in Serie A Buffon la farà sicuramente, anche più di una. In questo momento stiamo giocando una volta a settimana quindi c’è meno bisogno di rotazioni, però tra 10 giorni che cominciamo a giocare ogni tre giorni Buffon rientrerà normalmente nelle rotazioni e quindi farà tutte le partite che gli servono per tutti i record che gli servono”.

“Dipende dal tipo di partita che dobbiamo giocare l’assetto del centrocampo. Matuidi in alcune partite è molto importante, sapete tutti per quali motivi, in altre partite possiamo sicuramente partire con Rabiot che sta crescendo. Dipende dalle situazioni che prevediamo di trovare in campo, poi è anche difficile prevedere le situazioni. Dipende esclusivamente dal tipo di partita che andiamo a giocare, non credo che uno sia davanti all’altro. Per certi tipi di partita sì, per altri tipi di partita no”.

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“Sono arrivato alla Juventus e ho trovato un gruppo di 27 giocatori, non ho chiesto assolutamente niente, ho cercato di lavorare su questo gruppo di 27 giocatori. Se poi su 27 giocatori ce ne sono uno o due che hanno difficoltà di inserimento in un certo tipo di gioco e in un certo tipo di percorso, mi sembra la cosa più normale del mondo. Sono conseguenze naturali. Il fatto che Emre Can abbia avuto difficoltà ad inserirsi in questo modo di giocare non va ad inficiare le sue qualità, che magari in un altro modo di giocare diventa un giocatore basilare. È qualcosa che succede a qualsiasi gruppo, a qualsiasi cambio di allenatore”.

“Io di quello che è successo sulla carta mi interessa poco. I punti li fai sul campo e non sulla carta. Per quanto riguarda il mercato, non so se il mercato di gennaio ha spostato degli equilibri, non ho chiesto niente durante l’estate e non ho chiesto niente durante questo mercato. La rosa è forte, ha certe caratteristiche e sarò io a dovermi adattare alle caratteristiche di questa rosa, perché è una rosa forte. Sarebbe anche da presuntuosi pensare di poter cambiare la rosa a questi livelli, perché cambiare 7-8 giocatori a questi livelli è mostruosamente difficile dal punto di vista economico. Questa squadra è forte, questa rosa è forte, quindi devo essere io a cercare di adattarmi alle caratteristiche di questi giocatori e cercare di farli rendere al meglio. Non vedo perché si debba ricorrere continuamente al mercato”.

“Douglas Costa è un giocatore importante, può fare la differenza. L’obiettivo è di portarlo ad avere un paio di mesi di grande salute. Se lui ha 2 mesi consecutivi di salute riesce ad andare al top della condizione fisica e diventa un giocatore che può spostare veramente gli equilibri delle partite. Piano piano stiamo cercando di fargli fare 60, 70 minuti in certe partite, 20 in altre. Stiamo cercando di farlo salire a livello di condizione fisica. Ma Douglas Costa è da prendere in considerazione per tutte le partite”.

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