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Sarri: “Dobbiamo migliorare la gestione del vantaggio”

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Sarri: “Dobbiamo migliorare la gestione del vantaggio”

12 Febbraio 2020 Sarri dixit 0

La conferenza stampa di Maurizio Sarri pre Milan-Juventus, 12.02.2020

Foto: @juventusfc su Twitter

Sarri: “Questa cena si doveva fare dopo la Fiorentina, poi io ero a Coverciano e ho fatto tardi, il presidente aveva degli impegni e si è rimandato di una settimana. Ma è una programmazione normale. Il presidente lo vedo spesso però ogni tanto ci fermiamo a cena. Lui dice perché mi vuole far conoscere i migliori ristoranti di Torino. Il presidente non parla mai di una singola partita o di un singolo periodo, il presidente parla sempre nella globalità. Ma era un qualcosa di già programmato”.

“Se non volevo essere sotto esame facevo domanda alle Poste. Questo è un lavoro che è fatto così, soprattutto alla Juventus. Mi sembra tutto ampiamente nella normalità. È venuto fuori un risultato negativo e ci sono delle ripercussioni esterne, all’interno la valutazione è che siamo in linea con quello che c’eravamo detti: siamo arrivati a febbraio in piena competizione per tutte le manifestazioni in cui siamo dentro, siamo a questa semifinale di Coppa Italia, ottavi di Champions League, piena lotta per il campionato. Se si parla di linea generale siamo esattamente in linea con quelli che erano gli obiettivi iniziali. Veniamo da una brutta partita che provoca ripercussioni dall’esterno molto più ampie di quello che è all’interno della società”.

“Il problema di testa è di situazioni: in certe situazioni ci perdiamo un attimino. È qualcosa di cui stiamo parlando e stiamo cercando di risolvere come sempre, quando si parla di problemi che vengono fuori in certe situazioni durante la partita. Non è di facilissima risoluzione perché l’individuazione del problema diventa estremamente difficile. Stiamo cercando di metterci un rimedio perché ci sta venendo fuori soprattutto nel momento in cui andiamo in vantaggio, quindi stiamo lavorando su questo. Non è facile”.

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“Il Milan negli ultimi tempi è migliorato molto sia a livello di rendimento che di risultati. Viene da un derby perso in maniera discutibile, nel senso che è stato un derby per un lungo tratto molto ben giocato dal Milan, quindi la partita sarà sicuramente complicata. Giocheremo in uno stadio pieno, giocare contro la Juventus nella semifinale di Coppa Italia è sempre stimolante per tutti. È una partita complessa”.

“Che qualcuno mi aiuti era riferito alla domanda. Se uno mi chiede se ci sono dei leader che ti possono aiutare, io rispondo ‘spero tanto che qualcuno mi aiuti’. È un inciso in una frase molto più ampia che era una risposta a una domanda ben precisa. I leader noi ce li abbiamo, spero che in campo qualcuno sia in grado di metterci una pezza. Devo essere il primo a farlo, però in campo sono lontano, spero che qualcuno mi aiuti a risolvere queste situazioni che vengono fuori in questo periodo. Ma era solo un inciso in una risposta più ampia a una domanda ben precisa”.

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“I giocatori stanno sempre dando sostegno. Rispondendo ad altre domande ho detto anche che questa squadra si allena bene, lascia sempre sensazioni estremamente positive, si allena con intensità, con applicazione, a volte di fronte ad una prestazione negativa rimani sorpreso perché non te l’aspettavi e non era in relazione all’allenamento. Quando si parla di problemi mentali si parla essenzialmente di questo, a volte non facciamo prestazioni che sono in linea con i nostri allenamenti, con lo standard degli allenamenti elevatissimo. La disponibilità da parte loro a livello di partecipazione a tutto quello che facciamo durante la settimana è totale, dobbiamo risolvere questi problemi che stanno venendo fuori perché la gestione nostra del vantaggio non è quella ottimale, ma è palese dai numeri”.

“Alla Juventus si lavora bene per strutture, per organizzazione societaria, per rapporti interpersonali con la dirigenza e con i giocatori. A livello di pubblico è un pubblico diverso da tanti altri per territorialità, perché non lo vivi molto a Torino, lo vivi nel complesso nazionale e forse anche internazionale. È un ambiente che ti lascia lavorare bene. Io di questo non ho assolutamente nessun tipo di dubbio e anche a livello di rapporti interpersonali è un ambiente in cui c’è facilità di tenere rapporti. La catena di comando della Juve è molto snella, è facile avere rapporti diretti con tutti”.

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“Io ho fatto una valutazione delle caratteristiche della rosa: abbiamo una rosa ampia, in questo momento meno ampia purtroppo a causa degli infortuni, una rosa che ha sempre portato gli allenatori della Juventus a fare più di un modulo durante la stagione proprio perché ha queste caratteristiche. Quindi anche noi siamo pronti a fare un paio di moduli in questo momento e li alterneremo in base alle scelte che faremo a livello singolo. Come tutte le settimane c’è anche la possibilità di tornare al trequartista”.

“Pjanic da mezzala no, perché è un giocatore estremamente dinamico a livello di quantità ma senza grandi accelerazioni. Quindi da mezzala no, ha le qualità tecniche per fare il trequartista. Per me è meglio nel ruolo che sta facendo attualmente, ha fatto un inizio di stagione straordinario, poi ha fatto un po’ peggio in un paio di partite e questo gli ha pesato molto dal punto di vista individuale, ha sofferto molto di aver fatto peggio qualche partita. Fa un po’ di fatica a ritornare ai suoi livelli però lo metto in un piccolo calo stagionale che succede a tutti i giocatori. Sono convinto che tra 15 giorni Pjanic tornerà ad essere determinante per noi”.

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“La Supercoppa italiana persa è una delle macchie di questa stagione, non tanto per averla persa quanto per la prestazione. La prima sconfitta con la Lazio venne alla fine di una partita in cui avevamo fatto bene per 60 minuti, anzi molto bene. Poi siamo rimasti in 10 quindi era una sconfitta che non ti poteva togliere tante sicurezze. La Supercoppa ci poteva togliere sicurezze però poi abbiamo fatto un gennaio di buon livello anche come prestazioni. Non vedo tante connessioni”.

“A livello di allenamento ho visto la stessa squadra: squadra applicata subito dopo nell’allenamento dopo il Verona, buon allenamento ieri, però poi c’è da suddividere perché a volte noi riusciamo a fare una brutta partita dopo una serie di buoni allenamenti. Bisogna fare molta attenzione a non andare troppo sicuri in partita perché abbiamo fatto dei buoni allenamenti”.

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“Per quanto riguarda Ronaldo, vediamo. Ho parlato anche ieri l’altro con Cristiano, ‘in questo momento mi sento bene – mi ha detto – appena ho delle sensazioni di stanchezza mister te lo dico subito e decidiamo se c’è bisogno di fare riposo o meno’. Ma valutiamo partita per partita”.

“Mi chiedete di parlare di Messi che è un giocatore di risonanza mondiale tesserato per il Barcellona, mi sembrerebbe una risposta sinceramente non appropriata. Se fossi il presidente del Barcellona o se fossi un dirigente del Barcellona direi ‘ma che cazzo vuole questo Sarri?!’. Preferisco non risponderti”.

“Chiellini stamani ha fatto 50 minuti di partita inserito in una nostra rappresentativa giovanile contro una squadra di dilettanti e ha fatto bene. Ha bisogno ancora di un paio di prove di questo tipo con un livello progressivo degli oppositori, però la strada sembra buona”.

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“Il calcio inglese è completamente diverso da quello italiano, tutte le menate tattiche che ci facciamo noi loro se ne fanno molte meno e vanno molto di più a briglie sciolte. Il calcio italiano per un inglese non è assolutamente semplice, in più Ramsey viene da un infortunio grave perché l’ha tenuto fermo per diversi mesi. In questo momento la sensazione è che sia in crescita a livello di condizione fisica e anche di convinzione di potersi inserire con facilità dopo l’esperienza fatta in questi mesi nel nostro calcio. È un giocatore da tenere in considerazione”.

“Abbiamo fatto un richiamo di preparazione perché le settimane erano complete. A livello fisico secondo me c’era una diversa aggressività nelle due squadre a Verona: se guardi i numeri la differenza è di 20-30 m a livello di quantità a favore del Verona e di 20-30 metri a favore nostro per quanto riguarda i metri in accelerazione e il numero di accelerazioni. Non c’era questa grande differenza a livello numerico nella prestazione fisica. La differenza visiva era un’aggressività diversa tra le due squadre, per questo dopo la partita abbiamo parlato più di problemi mentali che non di problemi fisici. Perché i numeri non dànno dimostrazione di differenza nella prestazione delle due squadre”.

“Bentancur ha commesso un errore a Verona ma quando si parla di un errore si deve parlare di un errore, A volte ne fai cinque in una partita e non ti costano niente, a volte ne fai uno e ti costa qualcosa. Deve rimanere circoscritto alla singola azione. Gli è stato detto, abbiamo perso una palla sanguinosa al limite dell’area in un momento in cui tra l’altro la sensazione è che la partita era di facile controllo. Questo probabilmente ci ha portato a fare un errore che visto dall’esterno è di leggerezza, ma bisogna sempre capire come ha vissuto la singola situazione il giocatore dal campo. Chiaramente ne abbiamo parlato, ma deve rimanere circoscritto a quello che è un errore. A volte ne fai diversi e non ti costano niente e a lui purtroppo è costato subito qualcosa”.

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