Pirlo pre Ferencvaros-Juventus: “Partita difficile, 3 punti in palio come sempre”

La conferenza stampa di Andrea Pirlo pre Ferencvaros-Juventus di Champions League, martedì 3 novembre 2020

Pirlo: “Budapest è una bellissima città, c’ero già stato per giocare altre volte quindi ricordo sempre con piacere. Però siamo venuti qua per giocare a calcio e per vincere la partita, quindi l’importante per noi è vedere lo stadio, il campo e concentrarci su quello che sarà domani sera”.

“La sconfitta col Barcellona ci ha fatto capire che dobbiamo migliorare, che per giocare certi tipi di partite bisogna avere sicuramente determinazione in più, organizzazione in più. Però sapevamo che incontravamo una grande squadra e incontrarla così presto forse ci ha fatto anche bene. Da questa partita abbiamo lavorato e lavoreremo per migliorare, perché ci servirà in futuro per cercare di fare una migliore partita quando andiamo da loro”.

“Il modulo è lo stesso, sono cambiati gli interpreti: McKennie ha svolto lo stesso lavoro che aveva svolto Ramsey o Kulusevski in altre partite. A Cesena mi sembrava la soluzione migliore per cercare di allungarli, soprattutto da parte di Juan avere appoggio sempre costante quando prendeva la palla lui per allungarli nella zona di rifinitura, per attaccare lo spazio. Domani ci sarà qualcun altro ma il nostro concetto di calcio non cambierà”.

“Abbiamo visto e studiato questa squadra che gioca bene a calcio, con personalità. Abbiamo visto le partite che ha giocato in Champions, non meritava quel passivo a Barcellona, ha fatto una buona partita anche contro la Dinamo Kiev, è una squadra da temere perché ha buone trame di gioco, giocatori veloci, aggressivi. Dobbiamo rispettarla perché tutte le partite in Champions League sono difficili, i tre punti contro il Ferencvaros sono gli stessi da prendere contro il Barcellona”.

“Ci condiziona in meglio la presenza del pubblico perché il pubblico ti dà la sensazione di sentire di più le difficoltà o la paura del rischio in zona difensiva, quando senti la gente pronta ad incitare la squadra avversaria come in questo caso e come lo stato a Kiev, puoi alzare l’attenzione soprattutto nella fase difensiva per svegliare qualche giocatore che magari in quel momento sta pensando a qualcos’altro. È un fattore positivo per tutti noi e per tutti i calciatori, ma anche per la gente che viene allo stadio”.

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