Cosa c’è dietro l’attacco di L’Équipe ad Agnelli

Oggi 11 febbraio 2021 L’Équipe scrive senza mezzi termini che Andrea Agnelli è un pericolo per il calcio. “È il male” tradurrebbero semplicisticamente (ed erroneamente) in Italia, con piena soddisfazione. Il problema è la nuova Champions League, la nuova governance del calcio europeo, le élites che si vorrebbero creare (ammesso che siano davvero delle élites) con tutte le conseguenze sul piano commerciale e dei ricavi. Agnelli (com’è noto) anche da presidente dell’European Clubs Association e interlocutore diretto della UEFA sta provando da tempo ad innovare la struttura delle competizioni europee nella direzione di una riforma radicale: Superlega extra UEFA, organizzata da una nuova istituzione del calcio, per giocare più partite tra grandi clubs ed ottenere più ricavi sfruttando una maggiore appetibilità; modifica del calendario internazionale per consentire un più preciso e stabile periodo di riposo ai calciatori durante l’anno solare; maggior peso di calciatori e dirigenti nella governance a vari livelli nel calcio; potenziale marginalizzazione delle competizioni nazionali e messa a repentaglio della Champions League stessa. Inevitabile, come per tutti i cambiamenti (anche quelli minimi), che una simile prospettiva abbia degli oppositori. Persino i tifosi liberi pensatori si dicono in parte contrari, sia alla Superlega sia alla nuova Champions. Figuriamoci chi detiene il controllo e il potere, per la propria parte, come un editore, un imprenditore, un gruppo economico o le stesse istituzioni attuali del calcio come la UEFA o le leghe nazionali. E siccome ciò che viene scritto sui giornali (è questo il punto) non è quasi mai frutto di una libera riflessione di chi scrive, poiché esistono delle linee editoriali che inevitabilmente coinvolgono interessi economici (e quindi politici), dovremmo chiederci perché proprio L’Équipe e proprio oggi abbia scritto proprio queste cose: Agnelli pericoloso, inadeguato alle riforme del calcio, ha screditato l’Atalanta in Champions, e via discorrendo. Così come avremmo dovuto chiederci perché proprio L’Équipe avesse scritto della possibile cessione di Ronaldo da parte della Juventus. Così come dovremmo chiederci perché per certi giornali in Italia le questioni che riguardano la Juve siano spesso enfatizzate in negativo, senza una coerenza di fondo rispetto a questioni simili che coinvolgono invece altre società di calcio. Le domande da porsi sono queste. Le risposte, ognuno può cercarle.

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