La rassicurazione di Pirlo sul gioco propositivo

Nella conferenza stampa pre Napoli-Juventus di Serie A, girone di ritorno senza essere passati dal via, Andrea Pirlo ha colto l’opportunità di una specifica domanda per rassicurare tutti: il suo calcio, la sua proposta di gioco, l’impostazione tattica della sua Juve restano identiche, ossia nella direzione di dominare sul campo imponendosi con la palla tra i piedi ed andando a pressare alti gli avversari. Precisazione necessaria alla luce dell’impostazione vista contro Roma e Inter, tra campionato e Coppa, che era stata nettamente diversa da quella abituale (nonostante ci sia pure chi neghi sia avvenuta un’inversione di tendenza – ma si sa, le partite non tutti le sanno guardare); ma il punto era il calendario, le partite ogni tre giorni e la difficoltà di tenere una certa intensità, non quindi l’aver abdicato rispetto ad un certo credo calcistico. Oggi Pirlo si è ripetuto, affermando che “giocando ogni tre giorni è difficile mantenere la pressione per 90 minuti. A volte è meglio cercare di abbassarti e far gestire a loro il possesso del pallone“. A volte, quindi. Solo quando le energie scarseggiano, anche se nella stessa conferenza Pirlo ha anche ammesso che la gara iper difensiva contro l’Inter all’Allianz Stadium ha fiaccato la squadra fisicamente e mentalmente. In questo senso la sfida col Napoli sarà indicativa e darà inevitabilmente delle risposte: se la Juve la affronterà pressando alto e provando a costruire gioco offensivo, allora Pirlo avrà detto la verità; diversamente potremo dire di essere di fronte ad una mutazione tattica. In ogni caso, le rassicurazioni del tecnico e le sue precisazioni tolgono gran parte della soddisfazione a chi in questi giorni aveva ripreso a celebrare gli 0-0, i clean sheets, le spazzate, i palloni alti per i duelli aerei a centrocampo, le scivolate e le sportellate. Personalmente mi dispiace per queste persone, ancora eccessivamente legate ad un modello di calcio vetusto e superato ormai da tempo, ma incapaci di evolversi e di conoscere ciò che non vogliono accettare, come la costruzione dal basso. Gli è stato concesso un contentino momentaneo e loro gli si sono avvinghiati come ad un’ancora di salvezza, come per una boccata di ossigeno dopo mesi di apnea. Ma ora si torna sulla terraferma e certi discorsi tornano ad essere ingialliti come le vecchie foto nel cassetto. Ciò che resta è l’evoluzione del Pirlo allenatore, capace di comprendere e leggere l’avversario, adattandosi quando serve, ma senza snaturarsi sul medio periodo e perdere la bussola. Vedremo i risultati, ma quelli, rispetto alla proposta di calcio, sono un’altra cosa.

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