Essere juventini critici fa bene

Criticare la propria squadra del cuore fa bene. Criticare l’allenatore, i giocatori, la dirigenza, sia quando si vince che quando si perde, aiuta a mantenere le giuste distanze dagli eventi e una certa coerenza. Si tratta di avere aspettative elevate, di non accontentarsi del minimo né dell’ordinario, anche perché se crediamo di avere una squadra fatta da uomini straordinari dobbiamo ragionare di conseguenza. Invece io leggo di continuo persone che da un lato difendono la grandezza di certi calciatori e la superiorità della Juventus rispetto a tutto il resto del mondo, dall’altro lato abbassano le pretese quando si tratta di ammettere che le cose vanno male, tirando i remi in barca. Faccio un esempio per farmi voler male: Sarri doveva assolutamente vincere lo scudetto, Pirlo se non lo vince non è un dramma e non sarà un fallimento. Pur volendo considerare tutte le componenti contingenti, è un discorso che, dalla prospettiva del tifoso, non sarà mai coerente e non avrà mai senso. Faccio un altro esempio, così forse mi darete ragione: se il centrocampo è scarso, la colpa è della dirigenza; ma se non critichi la dirigenza, non puoi continuare a dire che il centrocampo è scarso, né puoi prendertela con l’allenatore di turno che non ha scelto i giocatori. Per non parlare di quando si pretende Pogba perché si ha fiducia nella dirigenza, però poi Pogba non arriva (che strano…) ma anche in quel caso le critiche alla dirigenza non arrivano, e nonostante ciò si continua a dire che il centrocampo è scarso. Critiche e coerenza vanno di pari passo. Che poi, avesse la Juventus vinto almeno una Champions League, forse sarei stato il primo a sospendere le critiche per un anno; invece quella vetta non l’abbiamo mai raggiunta negli ultimi 25 anni, perciò siamo sempre migliorabili e quindi difettosi (e quindi criticabili).

Facciamo allora un bellissimo esercizio terapeutico, sia per vincere l’intima resistenza alle critiche sia per superare le preferenze personali pro e contro determinati giocatori/allenatori/dirigenti: leggiamo a voce alta, almeno 10 volte di fila (come lo scudetto che vogliamo vincere quest’anno) alternando con ampi respiri, l’elenco che segue.

Andrea Agnelli ha sbagliato.
Pavel Nedved ha sbagliato.
Fabio Paratici ha sbagliato.
Andrea Pirlo ha sbagliato.
Gigi Buffon ha sbagliato.
Wojciech Szczesny ha sbagliato.
Carlo Pinsoglio ha sbagliato.
Giorgio Chiellini ha sbagliato.
Leonardo Bonucci ha sbagliato.
Juan Cuadrado ha sbagliato.
Alex Sandro ha sbagliato.
Danilo ha sbagliato.
Matthijs de Ligt ha sbagliato.
Merih Demiral ha sbagliato.
Gianluca Frabotta ha sbagliato.
Arthur ha sbagliato.
Rodrigo Bentancur ha sbagliato.
Adrien Rabiot ha sbagliato.
Weston McKennie ha sbagliato.
Federico Bernardeschi ha sbagliato.
Federico Chiesa ha sbagliato.
Aaron Ramsey ha sbagliato.
Dejan Kulusevski ha sbagliato.
Paulo Dybala ha sbagliato.
Alvaro Morata ha sbagliato.
Cristiano Ronaldo ha sbagliato.

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