Inspiegabili contraddizioni da juventini

Nel dibattito social tra tifosi della Juventus non mancano delle belle contraddizioni. Belle si fa per dire, perché in realtà sono odiose ed inspiegabili. Mi si dirà che non esistono contraddizioni spiegabili poiché tutte le contraddizioni sono appunto illogiche, insensate. OK, ma queste sono davvero da impazzire, se non fosse che si tratta solo di calcio e di tifo. Ve ne elenco alcune, perché tutte sarebbe davvero impossibile sia per il loro numero enorme sia per la sofferenza che mi provocherebbe assumere una dose eccessive di simili discordanze. Con una precisazione: tutti noi tifosi, prima o poi, cadiamo in qualche contraddizione.

L’esaltazione di Allegri per averci portati in finale di Champions, però Klopp dopo averla persa contro il Real era un perdente.
Ritenersi la squadra più forte d’Italia, ma quando si perdono punti contro le piccole giocando male “in campo ci sono pure gli avversari”.
Lamentarsi del centrocampo o della rosa in generale, ma difendere a spada tratta la dirigenza e Paratici in particolare.
Andare fieri della superiorità di Agnelli indifferente alle polemiche e alle lamentele arbitrali, ma difendere Nedved e Paratici che si fanno sanzionare per insulti all’arbitro.
Denigrare Sarri perché prima di diventare allenatore della Juventus si lamentava di ogni cosa (per poi non farlo mai da tecnico bianconero), ma essere d’accordo con Pirlo che si lamenta di un errore dell’arbitro (che errore non era).
Pretendere da Sarri lo scudetto a tutti i costi, ma accettare serenamente l’anno di transizione con Pirlo.
Crocifiggere Dybala per lo stop sbagliato contro la Lazio (che non causò direttamente il gol del pareggio), ma assolvere Chiellini per la manata illegale contro il Napoli (che ha causato direttamente il gol della sconfitta).
Perdonare Ronaldo se sbaglia decine di punizioni e qualche gol facile, ma chiedere la cessione di Dybala se sbaglia un tiro dal limite dell’area.
Difendere la presunta dignità di Khedira da fuori rosa a 6 milioni annui, ma indispettirsi per le richieste di stipendio di Dybala in sede di rinnovo.
Desiderare Haaland alla Juve, ma ritenere troppo giovani i giovani che ogni tanto salgono in prima squadra.
Avere paura dell’Atalanta, ma esaltarsi per la porta inviolata e le spazzate difensive.
Applaudire per la plusvalenza su Spinazzola, per poi rimpiangere Spinazzola.
Applaudire per la plusvalenza su Kean, per poi rimpiangere un attaccante.
Applaudire per Rabiot a parametro zero, per poi gridare al “centrocampo scarso”.
Indignarsi per le critiche a Bernardeschi (e basta, questa è una contraddizione intrinseca).
Sminuire allenatori europei vincenti affermando che “avevano una squadra fortissima”, ma attribuire ad Allegri i principali meriti per i trofei vinti.
Vincere è l’unica cosa che conta quando si tratta dello scudetto, ma la Champions non è indispensabile vincerla dopo 25 anni di digiuno.

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