L’idolatria verso i giornalisti di calcio

Premessa: questo potrà sembrarvi un post autoreferenziale, disperato e frustrato. Non lo è. Ho aperto questo blog più per scrivere che per essere letto. Se le mie priorità fossero state diverse, avrei cercato piattaforme e mezzi che avrebbero potuto garantirmi maggiore risonanza. Quindi quello che ho scritto qui è semplicemente quello che penso, ed è anche un piccolo sfogo perché vedo le cose andare in un certo modo e non intendo piegarmi davanti all’ipocrisia. Continuamente leggo esaltazioni, sviolinate (o chiamatele come volete) nei confronti di alcuni giornalisti di ambito calcistico, e non mi riferisco necessariamente a chi tratta le notizie relative alla Juventus. La cosa è evidente in particolare in un caso: quando il dato giornalista riporta pedissequamente le parole prese dal sito ufficiale del club di cui si parla, che sia o meno un comunicato stampa, e i tifosi o le pagine social riprendono quelle stesse parole come se provenissero da quel giornalista. Insomma il giornalista, che nel caso specifico ha solo ricopiato (ma anche questo fa parte del suo lavoro) il testo pubblicato dalla società, viene citato come fonte della notizia. E succede ogni giorno, decine di volte. Questo ovviamente incrementa la visibilità e la credibilità del giornalista agli occhi del pubblico e dei tifosi di quella squadra, ma è qualcosa di assolutamente indebito. Chiunque, infatti, semplicemente attivando le notifiche ai social o al sito di quel dato club sarebbe perfettamente in grado di apprendere le medesime notizie in tempo reale, spesso anche prima che i vari giornalisti di riferimento le riportino sui propri social. Ed è una cosa che capita anche a me, che poi diffondo a mia volta le stesse informazioni e notizie sulla mia pagina Instagram o sul mio canale Telegram (non metto link proprio per non sembrarvi frustrato e autoreferenziale). Diverso è il discorso quando il giornalista riporta delle informazioni non ancora ufficiali, indiscrezioni, ricostruzioni o veline che siano, e allora ci sta la citazione della fonte. Ma anche in quel caso si scade presto nell’idolatria, con robe tipo “portaci questo calciatore” (come se un giornalista potesse condurre le trattative di calciomercato invece di limitarsi a raccontarle) o in generale con la diffusione social di virgolettati di questi giornalisti come fossero estratti delle sacre scritture (“l’ha detto Tizio”). I giornalisti ovviamente stanno al gioco, mica gli conviene svelare l’arcano e far capire che un conto è seguire un professionista, altra cosa è idolatrarlo o pendere dalle sue labbra! E così il dibattito si imbarbarisce (perché se “l’ha detto Tizio” allora è vero e tu non sei nessuno per dire il contrario), il confronto social scade nel chiacchiericcio, non si va oltre la notizia, si ereggono degli idoli e poi, puntualmente quando le cose vanno male, si cade dal pero. Non intendo insegnare nulla a nessuno né dire a nessuno cosa dovrebbe fare, ma questo è semplicemente il mio pensiero a riguardo.

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