Cassano non esiste

Avete presente il film Tu la conosci Claudia? OK, non uno dei migliori di Aldo, Giovanni e Giacomo. Ma in questo caso è perfetto: quando Aldo cerca di liberarsi delle allucinazioni, pronuncia a ripetizione la frase “Claudia non esiste, suo marito non esiste”. Inutile dire che nel film il metodo non funziona. E infatti non funziona nemmeno con me. Continuamente mi ripeto “Cassano non esiste” ma ogni volta me lo ritrovo da qualche parte. Inutile silenziare il suo nome su Twitter, non guardare la Bobo TV (mai visto nemmeno un minuto), evitare come la peste le trasmissioni in cui ancora viene invitato o intervistato: non c’è verso, di tanto in tanto lui riappare e mi tocca leggere o sentire cos’altro ha detto questa volta. A parte che (fatemelo dire una volta per tutte) ho sempre detestato quel suo soprannome, Fantantonio, affibbiatogli dai giornalisti, in particolare quelli della Rai, per esaltarlo ogni volta che veniva solo nominato, neanche fosse davvero un calciatore straordinario… Perché non lo è stato, infatti. Lo dico forse condizionato dalla mia repulsione verso i calciatori e gli atleti che si allenano poco perché pensano di essere già bravi, ma di fatto Antonio Cassano nel calcio italiano ed europeo è stato più un fallimento continuo che un esempio di successo. Eppure sta lì, giorno dopo giorno e settimana dopo settimana, a dire cose, a criticare gente, ad emettere sentenze. La colpa è di chi gli dà spazio ma anche di chi lo critica con sdegno, come oggi dopo l’intervista al Corriere dello Sport a 360° sul calcio italiano, l’Inter, il Milan, Cristiano Ronaldo… Ecco, Cassano che critica Cristiano Ronaldo. Fa già ridere così, anzi fa vomitare. Credo che il livello di impegno di Cassano negli allenamenti di un’intera settimana fosse inferiore a quello di Ronaldo in un solo giorno. Basta già questo, ma voglio continuare. È colpa pure di chi lo critica e si incazza, dicevo: infatti non voglio commentare ciò che ha detto, anche perché di “cassate” ne ha dette tante anche stavolta, tipo che la costruzione dal basso sarebbe nociva per i giovani talenti (e già, meglio mettere un 2001 a fare i duelli aerei a centrocampo…) o che le difese di oggi in Italia sono ridicole; ma sulle insulse critiche a Ronaldo una parola va detta. Cassano parla di fallimento di CR7 e della Juventus perché era stato preso per vincere la Champions e non è (ancora) successo: mai letta una banalizzazione peggiore di questa, come se il calcio fosse uno sport individuale in cui il singolo può vincere i trofei grazie al suo valore, o come se le partite fossero vinte ancor prima di scendere in campo (perché estremizzando questo ragionamento si dovrebbe dire che la Juve vince già solo schierando Ronaldo titolare). Ma vabbè, forse pretendo troppo da uno che è stato il calciatore che è stato, dice quello che abitualmente dice e viene tenuto in considerazione da un contesto che è quello che è. Meglio andare avanti e parlare di calcio. Sfogo finito. Cassano non esiste.

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