Pirlo è nervoso

#PirloIsNotImpressed era l’hashtag utilizzato dalla Juventus tempo fa quando Andrea Pirlo era ancora il numero 21 bianconero, una campagna social basata sulla proverbiale inespressività del Maestro. Caratteristica che abbiamo ritrovato anche ora che è seduto sulla panchina della Juve, ma non in tutte le occasioni. Abbiamo visto Pirlo esultare e gioire per alcuni gol in particolare, esplodere di entusiasmo alla vittoria della Supercoppa Italiana, corrucciato per gol subiti o partite storte e sconfitte, di recente anche stizzito davanti ai microfoni nel rispondere a qualche domanda che lo aveva infastidito. Fino ad oggi, vigilia di Juventus-Lazio di Serie A, quando in conferenza stampa abbiamo scoperto anche il Pirlo nervoso. Nervosismo palese, difficile da celare in una situazione come questa, con tante assenze pregresse e prolungate alle quali si è aggiunta pure quella di Bentancur, positivo al coronavirus, sperando sia l’unico (e infatti si teme un focolaio tra Juve e Spezia, visti i positivi nella squadra ligure). Quindi Pirlo non ci sta, reagisce, si mostra seccato, come se fosse colpa dei giornalisti o del pubblico. Di qualcun altro, insomma. Reazione che di per sé ha molto di positivo: si innervosisce solo chi è vivo e vuole migliorare le cose. E forse una delle accuse più costanti alla gestione del Maestro di Flero, soprattutto da parte della frangia di tifosi amante del calcio fisico e “maschio”, è stata fin qui proprio quella di essere troppo piatto nelle emozioni, troppo incapace di incidere mentalmente sulla testa dei giocatori, dando loro grinta e carattere (con risultati che, per la verità, in campo hanno confermato questa tesi). Se Pirlo è nervoso, dunque, qualcosa sta cambiando. O forse no. Forse sta cambiando lui, forse non è più sereno, forse non si sente più sicuro di quello che sta facendo. Alcuni passaggi delle sue dichiarazioni mi hanno colpito in particolare:

“Non abbiamo grande scelta né una rosa lunga per poter scegliere i centrocampisti, perché ne abbiamo pochi. Dovremo inventarci qualcosa per cercare di mettere in campo la formazione migliore”

“Se devo sentirmi dire che manca grinta manca o questo e quello, non mi è mai piaciuto da giocatore quindi non penso sia una cosa giusta metterlo adesso all’interno della squadra”

“Anche la settimana scorsa mi avete chiesto della fuga dell’Inter. Noi abbiamo vinto, loro hanno vinto, quindi non è cambiato niente”

“Finché ci sarà speranza, noi dovremo dare il massimo per cercare di arrivare a vincere il campionato. Poi se gli altri saranno più bravi e non sbaglieranno mai, gli faremo i complimenti alla fine”

“Il progetto va avanti, sappiamo che non dobbiamo sbagliare ma abbiamo questo in testa”

Ecco, soprattutto quest’ultima frase mi ha fatto accendere una lampadina: il progetto va avanti. Si riferiva al suo progetto, quello di essere l’allenatore della Juventus, quello che stava lanciando i giovani provando a proporre un calcio diverso, proattivo e a tratti spregiudicato. Va avanti. Quindi Pirlo non molla, o forse semplicemente sa che non sarà cacciato a fine stagione. Bene o male che sia, bisognerebbe fargli notare che, al di là delle assenze, proprio il suo progetto si è arrestato, si è arenato, non è più andato avanti. Anzi, per buona parte è regredito, con quel ritorno al difensivismo puro che ha depotenziato le già imperfette capacità offensive di questa squadra. Le assenze, semmai, sono venute dopo. Ora lui difende il suo lavoro (ci mancherebbe) ed i suoi giocatori, soprattutto i più giovani (dopo averne criticato qualcuno proprio dopo le ultime uscite, o forse abbiamo inteso male…). Difende come difende la sua squadra in campo: per non mollare la presa dallo scudetto, per non cedere lo scettro, per non morire, per non fallire. Come ci si avvinghia ad un ramo secco per non cadere nel burrone, ma ormai si sta già cadendo e non importa con quale ferocia o rabbia si tenga stretta quella mano: al massimo si può restare aggrappati ma non si può certo spiccare il volo. E la Juventus cosa sta facendo? È ferma, aggrappata al suo ramo, per non cadere? Oppure è pronta a continuare a volare, trasformando difficoltà e nervosismo in grinta e carattere per vincere tutte le partite possibili e conquistare nuovi trofei? La risposta ad oggi non ce l’ha nessuno, ma sicuramente sarà solo da questo che si vedrà se davvero il progetto Pirlo potrà andare avanti. O scivolare nel burrone.

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