Dilettanti allo sbaraglio

Penso che sia doveroso, dopo l’amarissima eliminazione dalla Champions League della Juventus per mano di un Porto tutt’altro che irresistibile e soprattutto alla luce delle dichiarazioni post-partita di Pirlo, interrogarsi su alcune cose.

Pirlo ha parlato di “progetto” e, a parte la mia idiosincrasia per quella parola usata così, senza senso, ci sono molte domande a cui sarebbe bello che l’allenatore juventino fornisse adeguate risposte. Intanto, su quali basi si fonda il progetto in questione. Si era parlato ad inizio anno di una squadra da ringiovanire. Si era detto di una proposta di gioco moderna ed atta alla ricerca del dominio in ogni angolo del campo. Si era proclamato che non ci sarebbe stato timore di buttare nella mischia i giovani, con espresso riferimento agli Under 23. Ebbene, di tutte queste cose, cosa ritroviamo ora?

Poco e nulla. I giovani sono stati spesso accusati. Gli Under schierati solo all’inizio (i meno dotati, tra l’altro) e poi evitati con certosina cura, a costo di inventarsi diavolerie ed aggiustamenti degni di un alchimista. Addirittura non si è vista l’ora che tornasse a disposizione Chiellini per buttarlo nella mischia, dicendo che con lui bisognava cambiare il modo di giocare. Quindi sconfessando in un colpo solo due dei proclami estivi. Dei nuovi acquisti, si è puntato sin da subito su quelli di minore qualità, facendo invece fare lunghissima anticamera a quelli che potevano, in qualche modo, cambiare significativamente il volto alla squadra. Di più, da un certo momento in avanti, si è abiurata l’idea di una proposta di calcio offensivo, per ripiegare su un calcio speculativo, di adattamenti e riferimenti, molto simile per concetti base a quello di Allegri, con la differenza che Max era un fenomeno nella gestione degli uomini ed aveva intuizioni tattiche di tanto in tanto. Insomma caro Pirlo, qual è, di grazia, il progetto a cui lei fa tanto riferimento? Penso che ce lo dovrebbe dire e non solo riempirsi la bocca di “noi sappiamo cosa vogliamo fare”, perchè, se permette, la sua affermazione appare un tantino fuori luogo visto il pulpito da cui proviene ed i continui cambi di direzione che si sono fatti. E mi spiace ma suona alquanto arrogante parlare di “progetto pluriennale appena iniziato”, quando lei per primo, fino ad agosto 2020, non aveva neanche mai piazzato un conetto su un campo da calcio. I progetti pluriennali si concepiscono con professionisti che quei progetti li hanno già attuati altrove, non con neofiti del mestiere. Già, PROFESSIONISTI… è questa la parola chiave.

Come si fa infatti a considerare tale una persona che, al momento della sua nomina, non aveva mai diretto neanche un allenamento? Di più, non aveva neanche conseguito il patentito che lo potesse abilitare ad allenare in Serie A. Non lo si dovrebbe proprio considerare tale infatti. Ed è qui che nascono le maggiori perplessità. Perchè quella scelta, a tutti, sin dal primo momento, successivo all’investitura di Pirlo da parte del Presidente, è parsa una mossa avventata e senza senso logico. E ci si sarebbe dovuti chiedere: ma come mai, un dirigente professionista, ha messo un allenatore senza alcuna esperienza pratica, nemmeno in categorie inferiori, nemmeno a livello di settore giovanile, alla guida della più importante squadra italiana? Semplice la risposta: perchè il Presidente in questione, NON è nemmeno lui un dirigente professionista! È un professionista del marketing, del settore industriale e quello che volete voi ma non è, nel modo più assoluto, un professionista nel settore calcio. Ciò che una figura di quel tipo dovrebbe fare, è sostanzialmente pagare gli stipendi e scegliere lo staff, basandosi sulle consulenze di chi di calcio dovrebbe avere conoscenza diretta (alias Pavel Nedved, che sennò che ci sta a fare lì?). Invece il Presidente Agnelli, che è così “ahead” per quanto riguarda le visioni di merchandising, marketing, advertising e chi più ne ha più ne metta, ha preso una decisione sportiva senza averne alcuna competenza. Ergo, un dilettante ha messo in panchina un altro dilettante.

Così come lo stesso dilettante (come dirigente sportivo sia chiaro) aveva già messo in mano l’area tecnica ed amministrativa ad un altro dilettante di quel mestiere, ormai quasi 3 anni fa. Perchè Paratici questo era. È passato dall’essere sempre stato un capo degli osservatori, a diventare Direttore Sportivo della più importante società italiana ed una delle più importanti del mondo. Coi risultati che tutti sappiamo. Abbiamo visto cosa ha comportato l’acquisto di Ronaldo, non fatto seguire da una campagna di rafforzamento ad ampio spettro, che fosse atta a garantire una squadra all’altezza di uno dei migliori calciatori del mondo. Non si è pensato a come mettere in condizione Ronaldo di esprimersi al meglio, ma solo cercato di trovare il modo di far quadrare i conti (che tra l’altro neanche tornano), finendo così per dover rinunciare, per non andare per stracci, a giocatori molto più importanti ai fini di una programmazione a largo raggio (Cancelo, Spinazzola, Kean e molti altri). Si è cercato di mettere, come mi piace dire, un tappeto persiano di grandissima qualità, ma antico e per questo un po’ consunto e logoro, in un salotto di una casa che stava cadendo a pezzi. Questo perché si è data la gestione dell’area tecnica ad un altro dilettante del settore. Che prima di ogni partita si presenta ai microfoni sempre balbettante e con la tendenza a sfuggire lo sguardo dell’interlocutore di turno. Dando sempre l’impressione di essere lui per primo insicuro di ciò che dice e ripete, talvolta come un disco rotto. Che vive, chiaramente, in un suo universo parallelo perchè parla di risultati e prestazioni eccellenti dei giocatori che ha scelto lui, strapagandoli e preferendoli ad altri, che sarebbero costati meno e risultati più funzionali e si sono invece lasciati stare; quando questi stanno invece sottoperformando in modo palese. Sotto gli occhi di tutti. Che parlava di rosa competitiva, salvo poi venire smentito dai fatti, sia numericamente che qualitativamente. Sono infatti 3 anni giusti giusti che si esulta ai sorteggi e si viene poi eliminati da compagini che, sulla carta, venivano considerate inferiori. E non ci si interroga. Si ripete sempre la solita tiritera del “alla Juventus siamo sempre tutti sotto esame ed in discussione” che però non viene mai fatta seguire dai fatti, da una reale autocritica. In questi 3 anni si è perso il vantaggio accumulato in quelli precedenti (almeno a livello nazionale, che è ben lungi dal garantire eccellenza assoluta, vista la crisi sempre più tragica del movimento calcistico italiano, che viene negata senza motivo), con un’opera di auto-distruzione pervicace. L’Inter quest’anno ha pochi punti in più dell’anno passato ed è solo il balzo all’indietro della Juventus a farla ergere a dominatrice del campionato. Ma ci stava di perdere dopo un dominio domestico così prolungato. Sarebbe bastato farlo mediante un processo di rinnovamento/ringiovanimento mirato e ben congegnato. Che però non poteva mai essere attuato da persone che non avevano/hanno alcuna esperienza specifica dei settori nei quali sono stati chiamati ad operare.

Si fa un “piano pluriennale” affidandosi ad un Guardiola, un Gasperini e non ad uno che non ha mai allenato, per il semplice motivo che non si ha contezza delle sue capacità. E difendere ora, quella scelta, per il solo fatto di esserne stati gli autori e senza alcuna evidenza tecnica, è quanto di più arrogante e presuntuoso possa esserci. Invece di pensare a come riformare il calcio europeo (rendendosi tra l’altro invisi all’autorità reggente), sarebbe bastato scegliere uomini di valore e stilare un piano, un programma e portarlo avanti. Dopo averlo illustrato. Invece qui si ha sempre la sensazione di un Anno Zero. Di un Giorno Zero.

Anche la gestione dei “senatori”, che decidono loro quando mettersi in campo, se e di quanti anni allungarsi il contratto, se un allenatore va bene o meno ed hanno già posti garantiti in società (ancora una volta, senza aver dimostrato in alcun modo di saperlo fare), così come il fatto che si è sempre ostaggio di tutti (procuratori, giocatori, società avversarie, in tutti gli ambiti e contesti), non è rassicurante. Bisognerebbe essere in grado di dettare le linee guida ed imporle. Però bisognerebbe averle quelle linee guida. Chiare.

Insomma, il momento è molto nero e sarebbe bello ricevere una qualsivoglia rassicurazione da parte di chi dovrebbe decidere. Invece di brancolare in un mare di silenzio o di proclami usa e getta, fatti da chi non ha alcuna autorevolezza e che vengono smentiti e contraddetti continuamente. Attendiamo fiduciosi che il “progetto” ci venga illustrato e che gli venga dato anche un termine ultimo, dopo il quale sarebbe bene che qualcuno pagasse in caso di ulteriori fallimenti.

4 Replies to “Dilettanti allo sbaraglio”

  1. Mi ricordo che dicesti quelle cose su Kulu, però dai, 40 milioni, dilazionati in quel modo, per un ragazzo di 20 anni, sono un investimento sicuro, farci minusvalenza mi pare difficile (ed io non mi preoccuperei troppo dei debiti a lungo termine della juve, che con una ricapitalizzazione si mettono in sesto).
    Pirlo a differenza degli altri allenatori da te citati ha tutt’altra esperienza ad alti livelli, tempo fa mi dicesti, relativamente a Sarri, che avere un pregresso come calciatore aiutava molto nelle dinamiche di spogliatoio, nella gestione dei giocatori. Ora io non ho una stima per poter dire quanto Pirlo fosse più pronto di Gotti, per dire, per fare l’allenatore della Juventus. Si torna però sul punto che sostenevo: aver allenato le giovanili di una squadra per 1 anno può fare la differenza tra un allenatore che sembra totalmente “fuori dall’acqua”, e uno Zidane e un Guardiola? Quando questi han scelto di allenare non l’han fatto con umiltà. Conte che pure si è fatto la gavetta, non è certo una persona umile. Io trovo che pirlo non sia un arrogante, non l’ha mai dimostrato in carriera, ma un coraggioso. Credo anche che per essere coraggiosi un po’ di arroganza sia necessaria. Diciamo che una persona coraggiosa è una persona che utilizza l’arroganza per andare oltre i propri limiti, ma sa anche rendersi conto quando qualcosa è impossibile, “impossibile” che rimane abbastanza relativo. Rientra sempre tra gli esempi del “se si vuol vedere il difetto ci si vede il difetto”.
    Con ciò non voglio giustificare niente. Il mio è un tentativo di capire, dandomi spiegazioni, così da poter smorzare tutta questa rabbia e risentimento per come sono andate le cose. Capisci che la retorica, anche goliardica, della corrida, non è soddisfacente, serve solo ad identificare un capro espiatorio (farò un’affermazione un po’ populista, però in italia, abbiamo troppi capri espiatori e non si cercano mai le cause dei problemi). Ora non dico che spetti a noi trovare la soluzione al problema, ma diciamo che non trovo utile che il tifoso esasperi le sue ansie. Ansia che poi ci ritroviamo ovunque, sui giornali, sui social, al bar sotto casa (quando si poteva andare al bar :D), diventa pesante e forse complica le cose a chi deve risolverle.

    Su Ronaldo io dico che secondo me, ad ora, ci ha fatto arricchire, quel che sarà dopo, è difficile dirlo. A me Ronaldo non piace, da un punto di vista estetico, il mio ideale di gioco è un calcio squadra e Ronaldo toglie armonia: tra forzare qualche giocata e forzarle sistematicamente tutte c’è la sua differenza. Quando vedi chiesa, Morata, Kulu, che si fanno la corsa, e questo si accentra e tira tutte le volte, ti viene da pensare “ma se fossi Chiesa, Morata, Kennie, me la rifarei un’altra volta quella corsa o quando arriva palla a lui mi metto fermo e mi preparo ad un eventuale contropiede?”, fossi io l’allenatore mi incazzerei non poco.

    Sul ripartire da un progetto sportivo, io ti chiedo, come gestiresti la problematica allenatore? Confermeresti Pirlo? Lo cambieresti con un allenatore italiano? Uno straniero? Cambieresti la società? Quali giocatori cambieresti e perché? Le proiezioni di 200 milioni di debito qualche plusvalenza ti costringono ad preventivarla, anche se cedi Ronaldo… quindi quale progetto sportivo si integra con tutte queste problematiche? Nedved e paratici sembrano confermare tutti tranne Dybala, ma bastano Dybala e Ramsey? Che tra l’altro sono i giocatori più associativi che abbiamo. Ciao Pier. E’ cmq sempre un piacere discutere con te. :)

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    1. Sempre un piacere anche per me parlare con te. Zidane oltre ad allenare il Castilla, aveva fatto anche da secondo ad Ancelotti ed aveva molta più esperienza. Guardiola è un genio e comunque aveva fatto esperienza. Su Sarri te lo confermo. Il fatto è che lui ha palesato un limite in quel senso. Però non è che basti avere giocato ad altissimo livello per sapere come allenare. Su Kulusevski io temo che farci plusvalenza non sarà facile, ma ancor di più, che non sia quello il problema più importante bensì smettere di comprare giocatori solo per quello scopo. Bisognerebbe comprarli per rafforzare la rosa. Su Pirlo io non lo avrei mai preso e messo lì e con questo penso di averti risposto. I dirigenti li cambierei tutti. Secondo me servono dirigenti che abbiano esperienza all’estero e così l’allenatore. Io prenderei uno straniero. L’unico italiano è Gasperini. Sui giocatori non saprei dirti. Ce ne sono di bravi e giovani a basso costo. Basta andarli a prendere. Si può fare se ne si è capaci.

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  2. Ciao Pier, sono Aries su yt. Ti faccio una domanda. Anche guardiola, zidane e luis enrique sono dilettanti? Avevano certamente più esperienza di pirlo, ma si parla di 1 anno o 2 in squadre di livello molto basso.

    Sai come la penso sulla dirigenza. In breve: Abbiamo fatto debiti per crescere, e siamo cresciuti, sia sportivamente che nei ricavi. Ora ci ritroviamo a dover pagare qualche scelta sbagliata (che nel calcio ciclicamente capita, nessuno fa sempre acquisti perfetti). Il debito e la necessità di fare plusvalenze sono palesemente a danno del progetto sportivo (cosa che prima non avveniva). Però siamo cresciuti grazie a quei debiti e sarebbe ingiusto adesso mettersi a criticare quella strategia. Andava criticata quando prendevamo Pjanic, Higuain, ecc.. inveci di matri padoin e sturaro, quando vincevamo scudetti e quando siamo andati in finale di champions. Ma allora nessuno criticava. Abbiamo cominciato sommessamente dopo Cardif, lasciami dire che è troppo comodo. Io mi domando spesso, saremmo arrivati dove siamo adesso (intendo come ricavi, valore del club, prestigio del club) senza l’indebitamento ed una tale gestione finanziaria? La risposta che riesco a darmi è “probabilmente no.”, e allora mi prendo il momento attuale come il prezzo da pagare per tutto quanto di buono è stato fatto fino adesso con la gestione di Andrea.

    Per me una programmazione è sia finanziaria che sportiva, mai solo una o solo l’altra, ma è chiaro che la programmazione finanziaria è quella che ti permette risultati sul lungo termine, se non anche la continuità ad un certo livello e pertanto è da anteporre a quella sportiva.

    Se uno vuole trovare i difetti li trova. Per esempio il clima familiare che c’è tra dirigenza e presidente, tra dirigenza e giocatori, tempo fa veniva esaltato “la juventus è una famiglia” si diceva, ci si vantava quando si prese Sarri di una sinergia e comunione d’intenti (lo diceva Sarri che era stato colpito da queste peculiarità), allegri grande amico di Andrea ha vinto tanto e ha sempre elogiato quel tipo di rapporto… Oggi invece diciamo che a causa di ciò non sanno prendere decisioni lucide, che non c’è leadership, che i giocatori fanno quello che vogliono. Penso sia troppo facile anche esprimere questi giudizi. E così la scelta di Pirlo, da grande intuizione potenziale a scelta scriteriata. Così aver venduto Romero all’atalanta è passato da “è stato un errore prenderlo” a “incompetente venderlo”. Allora, come stanno le cose?

    Son d’accordo con te quando dici che si costruisce un progetto a partire da persone con esperienza, non da zero. Credo che non fosse nell’intenzione partire da zero, altrimenti non tenevi Ronaldo. Ma infatti credo che la grande contraddizione di questa dirigenza sia stata proprio Ronaldo. Da una parte una grandissima operazione commerciale, dall’altra tatticamente avulso dal progetto.
    Sia Pirlo che Sarri, allenatori, in teoria, di manovra, di possesso, di gioco, non han saputo integrarlo. Anche quando la squadra giocava bene, quando la squadra sembrava cominciare ad avere un’identità di gioco, Ronaldo era una cosa a sé. Sul piano finanziario, Ronaldo si ripaga, Ronaldo ti fa crescere in visibilità, fa crescere i ricavi, ma nel breve è ingombrante sulle sessioni di calciomercato, prenderlo quando c’era da rinnovare tutto è stato, secondo me, un errore. E io lo dicevo al tempo. Come dicevo che è stato un errore prendere Pirlo con zero esperienza. Non mi accanisco però su questi errori dicendo che sono degli incompetenti, perché ne comprendo le ragioni. Ronaldo era un’occasione, se imbroccavi 1 annata buona ci stava che vincevi la champ, e poi l’impatto sulla crescita dei ricavi risulta innegabile. Pirlo in un momento in cui dovevi abbassare gli ingaggi, con 2 allenatori ancora a bilancio, con tutta la stima che si può avere per pirlo, e dopo Sarri che aveva lasciato insoddisfazione nello spogliatoio, poteva essere una scelta percorribile. Se non altro gli va riconosciuto il coraggio di aver preso certe scelte.

    Il coraggio non si premia mai quando si sbaglia. Siam tutti bravi a dire, “bisogna puntare su giovani”, poi Kulu gioca così così “40 milioni per Kulu, strapagato”. Se Chiesa avesse giocato male si sarebbe detto “50 milioni per chiesa strapagato”. Sempre aposteriori. Quando ci sarebbero taluni (ehm Simone ehm) che Chiesa non l’avrebbero proprio comprato, quando un giocatore può cambiare rendimento da un anno all’altro, quando prendersi un rischio comporta sempre anche delle sconfitte e pertanto non ha senso giudicare nel breve. Dopo anni di vottorie con Allegri si cambia, scelta coraggiosa, chiaro un cambio di allenatore ci voleva, ma la direzione non era scontata, potevi prendere un altro allenatore simile a Massimiliano, invece cambi completamente prospettiva. Ed anche qui, le cose van male e si sente dire “doveva restare Allegri”. Allora… cosa voglio dire… dico che non ha senso scagliarsi contro il tal giocatore, la tal dirigenza, il tal allenatore. Ritroviamo un po’ la misura. Di veramente incompetente nella juve non ci sta nessuno, nemmeno di dilettanti ci sta nessuno, se poi vogliamo usare un’esclamazione retorica… ma a me non piace. Il gap con le altre squadre italiane non è improvvisamente scomparso, né a livello di finanze né a livello sportivo. La rosa della juve è ancora la più forte, e gli basterebbe veramente poco per tornare a rendere come prima, speriamo anche meglio. Questa è la base da cui ripartire.

    Ripartire come? Non ne ho idea… La base c’è… ma ci sono anche i difetti. Io non sono per tenere nessuno a prescindere, però ci deve essere un criterio per mandar via qualcuno. La società ha fatto scelte sbagliate, l’allenatore ha fatto scelte sbagliate, i giocatori non stan rendendo né a livello tecnico né comportamentale. Colpa dei senatori? Colpa di Ronaldo? Troppi supponenti? Chi sono? Cominciamo ad individuare chi sono i giocatori che non devono rimanere, quali sono congeniali al progetto tattico e quali no, quali possono essere ceduti e quali no (perché sicuramente qualcuno lo vuoi cedere ma se non hai offerte te lo devi tenere). Ponderatamente dico che il progetto tecnico deriva dall’allenatore. Ed il mercato lo fa la dirigenza. Quindi che vogliamo fare? Cambi allenatore in base a cosa scegli quale giocatore rimane e quale va via quando ha deciso la strada del “bel gioco”? Cambi la dirigenza… sei convinto che una nuova dirigenza appena arrivata sappia già portarti a casa i giocatori che ti servono? Che entri in sintonia con l’ambiente? Non credo proprio. Allora l’unica cosa che puoi fare è scegliere ora, a prescindere dal finale di stagione, se Pirlo deve rimanere. Sulla società non c’è nemmeno da discutere, la società va cambiata o quando sei disperato (e noi non lo siamo) o quando le cose van molto bene (come con Marotta). Di conseguenza cambi i giocatori. Posto questo le lamentele stan a zero. Prendiamo atto che serve tempo, il coraggio è lodevole ma è anche una responsabilità, e lo valutiamo nel corso del prossimo anno. Aggiungo che, per tutti quest’annata è stata particolare, forse per noi che avevamo già dei problemi in particolar modo. Insomma, dividiamo le colpe, e proseguiamo così. Posto che a me Gasperini me lo hai fatto capire ed amare, e non mi dispiacerebbe, ti dico che se vogliamo Gasp, questo deve essere preso ora, subito, no a giugno, cosa che potrebbe non essere realizzabile.

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    1. Ciao Daniele! Andiamo con ordine: la questione dei dilettanti era chiaro che volesse essere una provocazione. Già lo stesso significato della parola “dilettante”, non si concilia affatto con dei professionisti strapagati. Voleva essere più un riferimento a “La Corrida” quando dei signori rubicondi e quantomeno improbabili, si presentavano convinti, a turno, di saper cantare, imitare, ballare etc. È questo il senso da dare all’uso che ho fatto di quella parola. Non voleva, in alcun modo, essere sminuente nei confronti di nessuna delle persone citate. Però è vero che un uomo, che non è un manager di calcio, si è alzato una mattina ed ha pensato bene di cacciare un vero dirigente per mettere la cloche nelle mani di un professionista sicuro, però che mai aveva svolto nella sua vita, il ruolo di Direttore Sportivo. E la stessa persona, lo scorso Agosto, ha deciso di mettere in panchina un grandissimo ex calciatore, che però, a differenza di Guardiola e tutti gli altri che hai citato, non aveva mai messo nemmeno un cinesino a terra. E questa persona, che di certo professionista lo è visto il contratto di lavoro che ha in essere, non ha minimamente esitato ad accettare, pensando(proprio come quei bislacchi vecchietti che si avvicendavano sul palco di Gerry Scotti)di essere in grado di svolgere un lavoro che non aveva mai svolto prima; dimostrando, se permetti, una grossa presunzione. E quando di recente ha detto:”chiunque avrebbe accettato la proposta della Juventus al posto mio”, ha peccato una volta di più di presunzione, in quanto Nagelsmann ha rifiutato panchine prestigiose e proprio Gotti, solo un paio di giorni fa, ha detto che lui avrebbe rifiutato. E sono certo che molti avrebbero fatto altrettanto. Le occasioni non vanno sempre afferrate. Spesso possono rivelarsi un frutto ancora acerbo. E lasciare un retrogusto amaro in bocca, quando non darti dolori di stomaco. Allo stesso modo, nessuno dice che ogni scelta compiuta da questo management, sia errata. Però ad esempio, su Kulusevski, io mi espressi a Gennaio scorso e non ora. Tanto per fare un esempio. Io parlo per me e non a nome di un’intera tifoseria. Io scrivo ciò che penso. Sono sincero con te, io non avrei mai preso Kulusevski. E lo dissi. Da dove ripartire? Intanto da un programma, che non può essere quello di prendere Ronaldo e non costruirgli intorno, un ambiente ed un contesto adeguati. Altrimenti si finisce con le pezze sul deretano e senza trofei in più. Dici che poteva scapparci una Champions? Può darsi anche se non ci sono andati nemmeno vicino; in realtà ci sono scappate due eliminazioni agli ottavi, ad opera di due squadre molto meno quotate ed una nei quarti dopo aver scampato un’altra eliminazione negli ottavi per il rotto della cuffia. C’è “scappato” che, laddove prima vincevi sempre il Campionato e la Coppa Italia, le coppe hai smesso di vincerle da subito e quest’anno non porterai a casa neanche il campionato. Ed hai finito con il farti rimbrottare dalla sorella di CR7. Ma il punto non è questo. Perchè nessuno dice che Ronaldo non sia un fenomeno(anzi, io l’ho sempre difeso quando gran parte del popolo juventino lo contestava a gran voce)o che prenderlo sia stato un errore in sè. Qui diciamo che non è stato il frutto di una decisione sportiva e lo vediamo da tante cose. Siamo stati noi al servizio di Ronaldo e non viceversa. Tanto è vero che ora che sembra essersi stancato, ci lascerà; più indebitati e meno ricchi di trofei di prima, in proporzione. Questa è la mancanza di programmazione. Spendere soldi in eccesso per elementi marginali e non guardare oltre. Quindi ripartire da una forte dose di umiltà, con un piano serio e portarlo avanti con decisione. Un abbraccio

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