L’importante è come vinci

La Juventus ha battuto nettamente il Cagliari chiudendo la pratica già alla mezz’ora con la tripletta di Cristiano Ronaldo. Al di là delle reazioni, proviamo a ragionare sulla situazione attuale della Juve di Pirlo. Intanto non è del tutto vero che la vittoria sia stata netta e che sia stata conseguita già nel primo tempo: il Cagliari ha infatti attaccato molto, costruito altrettanto e creato diverse possibili occasioni da gol, non concretizzatesi più che altro per imprecisioni tecniche; inoltre il gol con cui i sardi hanno accorciato le distanze ad inizio ripresa ha di fatto tenuto il punteggio in bilico fino ai minuti finali, dato appunto che i bianconeri continuavano a sprecare le ripartenze e a mantenere un baricentro molto basso con approccio difensivo. Le domande da porsi, a questo punto, sono: contro quante e quali altre squadre sarebbe possibile vincere approcciando in questo stesso modo e con questi stessi sviluppi tattici? Quante e quali altre squadre diverse dal Cagliari sarebbero riuscite a creare le stesse occasioni da gol mettendo però il pallone in rete più di una sola volta? Cosa sarebbe successo dal punto di vista del gioco e del risultato se Ronaldo fosse stato espulso sullo 0-1 o se non fosse stato in serata (cosa non peregrina, dato che era accaduto solo pochi giorni prima contro il Porto)? Ormai, purtroppo, parliamo solo di squadre italiane come avversarie di qui al prossimo settembre; ma la Juventus è obbligata a vincerle tutte se vuole sperare di alzare almeno un altro trofeo stagionale. Le domande però restano quelle sopra, il discorso è lo stesso. Cosa sta pensando Pirlo? Cosa sta costruendo, al di là del fatto che parlare di squadra in cantiere a metà marzo è di per sé abbastanza avvilente? Si strutturerà una Juve attendista e contropiedista, o si porterà maggiore rispetto per le idee di partenza, per la “tesi di Pirlo”, di un calcio propositivo votato all’attacco ed al palleggio incessante? Oppure (che forse è peggio) si continuerà a modificare gli assetti tattici e l’approccio di partita in partita, in base all’avversario, senza quindi costruire nulla ma tirando a campare? Ecco perché la vittoria di Cagliari, anche analizzata lucidamente e senza la componente emotiva immediata, resta non soddisfacente. Pirlo è chiamato a trovare risposte a delle domande importanti, anche per il suo futuro. La prossima stagione potrebbe iniziare con una Juve ancora camaleontica oppure con una squadra con le idee chiare. Dipenderà dalle partite in calendario da qui a maggio. Per questo vincere non è l’unica cosa che conta, mai! L’importante è come vinci.

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