Chi tiene davvero alla Juventus

Che belli, che carini i così detti “senatori” che si dànno le pacche sulle spalle a vicenda in Nazionale (o osservando l’Italia a distanza). Con la maglia azzurra addosso torna la voglia di postare sui social. Buono a sapersi. Ad un certo punto iniziavo a pensare che a Chiellini avessero hackerato o disattivato gli account per qualche oscura ragione. Invece no, è ancora virtualmente vivo, e in qualche modo lotta con noi. No, perché il suo silenzio post Porto e quello post Benevento, gloriosamente interrotti dalla celebrazione della vittoria di Cagliari, facevano pensare che il Capitano non avesse più voglia di comunicare con i suoi tifosi. Invece di voglia ne ha: post sulla vittoria dell’Italia contro Irlanda del Nord e sull’emozione di indossare quella maglia, post sulle 100 presenze di Bonucci in azzurro. Anche Bonucci prima ci racconta il ritiro della Nazionale giorno per giorno e la partita e poi, appunto, quelle 100 presenze, traguardo storico salutato a distanza anche dall’altro compagno di merende Gigi Buffon. Tutti uniti, tutti insieme appassionatamente, quando si tratta di obiettivi raggiunti, sorrisi da ostentare, pollici alzati e, come detto, pacche sulle spalle. E se Bonucci almeno twitta e posta anche dopo certe sconfitte, quando addirittura non si presenta ai microfoni come nel post Lione, gli altri due ci sono e non ci sono, si fanno sentire quando hanno voglia, ma soprattutto spariscono letteralmente quando si perde. Per carità, non è che noi tifosi abbiamo chissà quale bisogno di leggere inutili frasi fatte quando già siamo incazzati per una partita (o una Champions) andata male… È però un fatto di legame, di appartenenza, di tenere a cuore. Com’è che si può tornare ad esultare per l’Italia dopo giorni e giorni di mutismo sulla Juventus? Qual è la squadra più importante per Chiellini? Qual è la fascia al braccio che indossa con più orgoglio? Cosa mette al primo posto? Il problema è soprattutto lui, giacché Bonucci come detto il suo lo fa, in qualche modo, mentre Buffon ormai è secondo portiere, non capitano e ritirato dalla Nazionale. Il problema vero è Chiellini, che ha già messo il naso (concedetemela) nella cacciata di Sarri, senza aver avuto nemmeno la decenza di salutarlo via social, e sta sempre in campo quando vuole stare in campo e chissenefrega dei giovani, del futuro e del bene della Juventus. Questo è il punto: il peggior capitano della storia della Juve non ha davvero a cuore la Juve. E ogni volta lo dimostra quando scappa felice in Nazionale come un bambino che esce finalmente di casa avendo fatto i compiti e può tornare a giocare dai suoi amichetti, noncurante di essersi già sbucciato le ginocchia un’infinità di volte. La Juventus ha bisogno di altro, di altri, di chi ci tenga davvero. Non per se stesso ma per la squadra. O quantomeno, se uno ha dato tanto alla squadra (perché nemmeno è il caso di cancellare ciò che Chiellini ha rappresentato in questi anni di storia bianconera) che si faccia pure da parte quando non ha più nulla da dare. O non ha più voglia di farlo. Anche perché giocatori si è solo sul campo e in allenamento, capitani si è sempre, H24, 7 giorni su 7. Come un presidente. Ma lo sappiamo: ci sono capi e… ci sono leader.

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