La notizia vera è quella che piace

Il caso di Ronaldo che, a fine Juventus-Genoa 3-1, avrebbe gettato via la maglia dopo essersela repentinamente tolta per il nervosismo, ha svelato l’approccio alle notizie da parte della tifoseria juventina. Mi permetto di generalizzare perché, avendo letto in queste ore centinaia di commenti tra vari social, mi sono fatto un’idea su come la pensi oggi la maggioranza dei tifosi della Juventus, almeno quelli che si esprimono sul web. Partiamo dai fatti così come sono stati ricostruiti, intrecciando varie fonti: Cristiano Ronaldo, appena dopo il triplice fischio arrivato con la Juve in attacco, si è sfilato la maglia, l’ha appallottolata allo scopo di lanciarla e, voltandosi leggermente con lo sguardo verso i tabelloni pubblicitari dietro la porta di Perin (lato sinistro dell’inquadratura televisiva) l’ha gettata via a mezza altezza; la maglia è finita poi ad un raccattapalle, destinatario del lancio, ma non si sa se sia finita prima sul prato (come descritto dal telecronista Sky) o direttamente tra le mani del fortunato. Fine della ricostruzione, non c’è altro dettaglio da aggiungere. O forse sì, perché sia prima che dopo il gesto Ronaldo è parso (ed è stato anche inquadrato a lungo e in primo piano) visibilmente scontento, sfiduciato, contrariato, deluso, arrabbiato. Ma il dibattito giornalistico e social lato Juve si è incentrato solo sul debunking circa il gesto di gettar via la maglia, al fine di smentire che l’avesse buttata a terra con nervosismo, commettendo quindi un sostanziale vilipendio alla Juventus. E di qui le fazioni del tifo: la maggioranza si è affrettata a bollare la polemica come falsa, strumentale, inutile, messa su ad arte dagli antijuventini per destabilizzare l’ambiente; la minoranza ha enfatizzato il gesto di Ronaldo come qualcosa di negativo, cogliendo l’occasione per auspicare che vada via a fine stagione. Ma il problema è la guerra tra poveri che si è scatenata, con tifosi in maggioranza stizziti contro quelli in minoranza, come se a criticare Ronaldo si dimostrasse di non essere abbastanza juventini. E di conseguenza si fa muro a difesa dei giornalisti che hanno minimizzato o ridimensionato l’accaduto, attaccando chiunque abbia invece fornito una versione controversa e “sconveniente”. Ma la verità è oggettiva, non soggettiva. Ciò che accade, accade. Il soggetto può reagire all’evento, ma non può tornare indietro nel tempo ed impedire che avvenga. Per molti tifosi della Juventus oggi, invece, non è vero ciò che è vero ma è vero ciò che piace; e non è falso ciò che è falso ma è falso ciò che non piace. Chiaro che così non si cresce, come tifoseria e come squadra, perché si resta legati ad un’immagine di realtà che non necessariamente è veritiera, però ci si sta comodi perché è quello che si vorrebbe che fosse. Chi rifiuta l’idea che la società possa avere interesse che passi una certa versione dei fatti piuttosto che un’altra, intervenendo a sollecitare alcuni media in tal senso, lo fa non perché ha le prove che non ci sia nessun “complotto” ma semplicemente perché nel mondo reale, dove i complotti e i conflitti di interesse sono fitti come una tela di cotone, c’è freddo e solitudine, mentre nel mondo immaginario in cui l’apparenza è sempre sincera si sta belli caldi e in buona compagnia. Fino a quando non capiterà che un gesto simile lo farà qualche giocatore con meno ascendente di Ronaldo sui tifosi, o uno che viene proprio odiato apertamente: a quel punto ci sarà un bel corto circuito pirotecnico. Non biasimatemi, ma non vedo l’ora.

One Reply to “La notizia vera è quella che piace”

  1. Io non ho letto come te tanti commenti. Ti posso dare la mia opinione.

    Che Ronaldo fosse nervoso nonostante la vittoria, non avendo segnato, è una nota positiva. Del Piero usciva dal campo incazzato quando vincevamo e veniva sostituito da Capello. Del Piero si giustificava dicendo che era arrabbiato con sé stesso non con l’allenatore o altro. Ci sta. Anche Dybala è uscito dal campo altre volte arrabbiato. Ci sta. Non trovo facciano clamore queste notizie. E’ una piccola mancanza di rispetto verso i compagni, ma non è che i giocatori non si conoscono, sanno bene come sono fatti i caratteri dei propri compagni. Chiellini dopo un passaggio sbagliato per Ronaldo è andato da Ronaldo a scusarsi (?), non è odiato Ronaldo dai compagni.

    Finita sul prato o meno, la maglia, non ha nessuna rilevanza. Ma conoscendo Ronaldo sicuramente sarà finita sulla barriera. :D

    Permetti che, siccome alla juve appena succede qualcosa viene sempre ingigantito e strumentalizzato, quando ci sono le prove per poter ridimensionare un fatto, l’atteggiamento del tifoso va a compensare nel modo inverso. Non si tratta “è vero ciò che piace”, ma di una risposta compulsiva ad una norma in cui il tifoso si sente sempre sotto attacco.

    Io non credo nei complotti della società fino a prova contraria. Nel mondo reale i complotti ci sono ma devono essere dimostrati. Tu che sei un avvocato dovresti saperlo. La prova è a carico dell’accusa, non del difensore. Non sono io che devo portarti le prove che non c’è un complotto, sei tu.

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