Pirlo post Juventus-Milan 0-3: “Il mio lavoro va avanti”

L’intervista di Andrea Pirlo a Sky Sport post Juventus-Milan 0-3, domenica 9 maggio 2021

Pirlo: “Avevo visto la squadra bene questa settimana, ci eravamo allenati con la giusta mentalità, con la giusta concentrazione, di una squadra viva che era convinta di poter fare una grande partita. Contro il Milan è sempre una grande partita, in più era uno scontro diretto per la Champions. Invece purtroppo non è stato così. Avevamo iniziato anche abbastanza bene, poi pian piano con gli episodi la partita è cambiata, ci siamo un po’ disuniti e il risultato finale è diventato questo”.

“È difficile spiegarlo adesso il motivo… Ci saranno tante componenti che non sono andate perché quando perdi 3 a 0 una gara così importante vuol dire che tante cose non hanno funzionato. Adesso sarebbe troppo facile parlarne. Bisognerebbe rivedere la partita, parlare con i ragazzi. A freddo ci sarebbero delle considerazioni diverse”.

“Io non sto pensando di mettermi da parte. Ho intrapreso questo lavoro con tanto entusiasmo, con tante difficoltà e altre cose. Il mio lavoro va avanti. Sono a disposizione, lavoro in una grande società, so di avere delle difficoltà da qua in avanti ma so di poterne uscire al meglio insieme alla squadra. Il momento è difficile ma mancano ancora tre partite. Continuerò a fare il mio lavoro finché mi sarà consentito”.

“Mi sono riuscite molto bene poche cose. Avevo un progetto in testa diverso, pensavo di avere una squadra a disposizione diversa. Ho cercato di lavorare su certi principi: a volte è andata bene, a volte andata male. In base anche a tutte le cose che sono successe ho dovuto adattarmi. Un piano ben definito non si è più visto. Sono convinto della scelta e di avere un’ottima squadra a disposizione. Con questi dovremo uscire da questo periodo”.

“Questo gruppo non è resistente al cambiamento. Però magari hai delle cose in testa da voler fare e con certi tipi di giocatori diventa più difficile. Questo è quello che abbiamo a disposizione ed è giusto lavorare con questi. Se non sono riuscito a tirare fuori il meglio da loro sicuramente è colpa mia, dovevo fare meglio. Sono qua alla Juventus, era doveroso dover fare di più, dover far meglio. Se qualcosa non è andato nel verso giusto mi prendo tutte le responsabilità. La squadra era composta da grandi giocatori, si vede che qualcosa non sono riuscito a tirargli fuori”.

“Abbiamo parlato tanto della reazione in campo, sono successe tante partite durante l’anno di questo tipo. Chiedevo ai giocatore di tirare fuori qualcosa in più, l’orgoglio, qualcosa che sentissero dentro nella pancia, perché puoi andare in difficoltà ma l’orgoglio non deve mai mancare. Perché indossi una maglia importante e deve essere onorata fino alla fine. Puoi giocare bene, puoi giocare male, però ci deve essere grande orgoglio perché facciamo parte di una società gloriosa e queste prestazioni non possono succedere”.

“Sono sempre stato tranquillo, la società mi ha dato grande libertà e mi è sempre stata vicina. Sono successe cose al di fuori del campo ma non hanno intaccato lo spogliatoio, abbiamo pensato solo a lavorare sul campo. Per il resto le cose che sono successe sono state a parte. Se non abbiamo fatto bene sul campo è solo colpa nostra, mia soprattutto perché sono a capo di questa squadra”.

“Ci siamo allenati bene, tutti erano presenti. Poi capita in certe partite che alcuni non raggiungano la performance al 100%. Quando cominci a perdere due o tre giocatori che non riescono a giocare al meglio questo tipo di partite, vai in difficoltà. Stasera è stato così, in altre partite anche”.

“Fortunatamente non c’è stato un problema di spogliatoio e non ho avuto bisogno di giocatori che tirassero le orecchie agli altri, perché i ragazzi mi hanno sempre seguito, dai più giovani ai più vecchi, anche nei momenti belli e momenti brutti. Ho sempre avuto grande fiducia e loro me l’hanno sempre corrisposta. Su questo piano non ho niente da rimproverare”.

L’intervista di Andrea Pirlo a JTV post Juventus-Milan 0-3, domenica 9 maggio 2021

Pirlo: “Non siamo riusciti a imporre il nostro gioco. Avevamo iniziato anche abbastanza bene i primi minuti con lo spirito giusto, la giusta aggressività. Eravamo andati vicino al gol con de Ligt. Poi ci siamo un po’ impauriti, siamo stati molto sporchi a livello tecnico, sembravamo in balia dell’avversario, abbiamo concesso troppe situazioni di contropiede quando sapevamo di avere improntato la partita in un certo modo. Alla prima difficoltà ci siamo abbassati e ci siamo arresi a questo”.

“Ha pesato di più l’aspetto mentale: sapevamo che sarebbe stata una partita importante, decisiva, contro un’avversaria diretta per la lotta alla Champions. Invece l’abbiamo affrontata con paura, non con la testa sgombra. Dovevamo essere più liberi di giocare a viso aperto. Alla prima difficoltà ci siamo impauriti”.

“Non è facile rialzarsi ma bisogna farlo, perché il campionato non è finito qua: abbiamo ancora tre gare importanti. Daremo tutto quello che abbiamo per poter centrare l’obiettivo”.

La conferenza stampa di Andrea Pirlo post Juventus-Milan 0-3, domenica 9 maggio 2021

Pirlo: “Bisogna lavorare sulla testa, rialzarla immediatamente perché il campionato non è finito. Abbiamo ancora tre partite davanti. Dobbiamo affrontarle con la giusta testa e la giusta mentalità. Non dipenderà più da noi ma anche dall’avversario. Il cammino si complica un po’ ma dobbiamo guardare queste ultime tre partite”.

“Siamo stati poco incisivi in fase offensiva, abbiamo sbagliato tanto a livello tecnico, soprattutto negli ultimi trenta metri. Lo sviluppo iniziale non era stato fatto neanche malissimo ma quando arrivavamo sulla trequarti abbiamo sbagliato tante scelte, tanti passaggi a livello tecnico. Non so se eravamo un po’ impauriti da questo o dalla partita, ma non eravamo liberi di testa”.

“Stavo mettendo Dybala sull’1-0 e mentre stava entrando abbiamo subìto il secondo. Stavo cambiando, cercando di mettere Paulo e poi abbiamo preso questo secondo gol che ha complicato un po’ il resto della partita”.

“Non è una resa. Ho intrapreso questo lavoro con grande entusiasmo, sapendo di andare incontro a delle difficoltà. Continuo il mio lavoro fino alla fine, finché mi sarà consentito di farlo. La mia voglia di allenare non cambia anche dopo questa sconfitta. Continuerò a farlo cercando di tirare fuori il meglio da questa squadra”.

“L’approccio stasera non era stato neanche fatto male. Eravamo partiti bene, avevamo avuto un paio di occasioni, una con de Ligt e un’altra non mi ricordo con chi. Non è facile, eravamo abituati a lottare per il campionato, in questo periodo tante volte il campionato era già stato vinto. Quando ti rimetti a lottare per un altro obiettivo che non sei abituato puoi andare incontro a delle difficoltà”.

“Da parte della società non mi aspetto niente. Ho parlato prima della partita e dopo la partita con la dirigenza. Sono a disposizione, sono l’allenatore della Juventus, è sempre la società che prenderà le proprie decisioni”.

“Mi aspettavo un po’ di più da parte di tutti. Quando perdi 3-0 in casa in uno scontro diretto ti devi aspettare qualcosa in più da tutti e non c’è stato. Io sono il primo responsabile se non hanno dato il 100% in questa partita. È normale che sia difficile rialzarsi ma abbiamo l’obbligo di farlo perché mancano tre partite, dobbiamo farle al meglio perché il campionato non è ancora finito”.

“Non ho nessuna attenuante. Sapevo di avere a disposizione questi giocatori e quindi ho lavorato su questo. Pensavo di poter fare meglio ma se non sono riuscito a far rendere al meglio questa squadra vuol dire che qualcosa ho sbagliato. Però sono sempre più convinto della scelta che ho fatto e continuerò a farlo con grande entusiasmo”.

“Non ho notato uno scollamento tra me e i giocatori, ho sempre avuto grande disponibilità dei giocatori in qualsiasi momento, sia nei momenti peggiori come stasera che in quelli dove siamo riusciti a fare delle buone prestazioni. Su questo discorso non sono d’accordo, hanno sempre cercato di fare il meglio. Non è sempre andata nel verso giusto. Se queste cose sono successe vuol dire che qualcosa all’interno mio non sono riuscito a trasmetterlo, però era un’esperienza importante, è un’esperienza importante e vado avanti per il mio lavoro”.

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